Introduzione per gli Operatori

Introduzione per gli "operatori": coloro che sono in una certa misura consapevoli ed attivi.

Le idee alla base del progetto:
Se ognuno di noi, in qualsiasi contatto con il pubblico, invece di presentare solo sè stesso presenta tutto, l'impatto è massimo a parità di sforzo.
Se mostriamo tutto quanto stiamo facendo, questo dimostra che è possibile fare qualcosa e rivitalizza la scintilla nel pubblico.
Se trattiamo gli scopi ed ignoriamo le fazioni, creiamo fondamenta su cui unire invece di pretesti per dividere.
Se tutti possono contribuire, il progetto diventa il progetto di tutti.

Qualunque idea ha successo a condizione che una massa critica la attui.
Se si impiega troppo poca energia a creare l'idea, non ci sarà un'idea; se si impiega troppo poca energia a creare la massa critica, non ci sarà una massa critica; in entrambi i casi, l'idea non sarà mai attuata.
Se si impiega la giusta energia a creare l'idea e la giusta energia a creare la massa critica, si ha una possibilità.

Ciò detto...

Se vogliamo sopravvivere, noi, i nostri cari, l'Umanità e la Vita, dobbiamo produrre una quantità sufficiente d'intenzione consapevole di sopravvivere; questo è tutto.

Definisco "operatori" noi che in una certa misura abbiamo già quest'intenzione consapevole, e "pubblico" coloro in cui dobbiamo produrla.
Definisco "intenzione consapevole" quella al corrente di cosa sta accadendo veramente, del suo quadro generale, intenzioni e mandanti, e quindi immune dalle informazioni false o mancanti presenti in esso che non portano da nessuna parte o peggio portano fuori strada e nei burroni.

Introduzione Operatori - Qualsiasi cosa si voglia fare ha lo stesso requisito

Supponiamo ci siano dieci persone su un'isoletta.
Se nove decidono di fare a pezzi la decima, la decima è spacciata.
Ma anche se tre decidono di fare a pezzi la decima, e le altre sei decidono di non fare nulla, la decima è spacciata.
E di fronte a quelle decisioni non ci sono nè appelli nè leggi nè muri nè nascondigli che contino.

Tutto è fondamentalmente accordo, consenso, intenzione.
Il punto chiave del concetto va ripetuto e sottolineato perché non sfugga: TUTTO.
Qualsiasi principio, appello, legge, regola, ecc. viene seguito perché c'è l'accordo, il consenso, l'intenzione di seguirlo.
Anche quando non piace, se lo si segue, quell'accordo, consenso, intenzione è comunque presente. Se veramente non si è d'accordo con ciò che non piace, non lo si segue, qualunque sia il prezzo.

Qualsiasi cosa si voglia fare, in qualsiasi ambito, forma, modo, ecc., ha lo stesso requisito.
Il punto chiave del concetto va ripetuto e sottolineato perché non sfugga: QUALSIASI.
Il requisito di qualsiasi cosa si voglia fare è una quantità sufficiente di accordo, consenso, intenzione.
Che sia prodotta da pochi individui forti o da tanti individui deboli è secondario: è la somma che conta.
Si chiama "massa critica".

Supponiamo che, delle dieci persone sull'isoletta, una sia sociopatica: come fa ad annientarle tutte? Influenzandole, ovviamente.
I modi per ingannare, infiltrare, soggiogare, ecc. sono infiniti. Ma hanno un elemento comune, il risultato: l'accordo, il consenso, l'intenzione delle vittime di annientarsi fra di loro.
Se un numero sufficiente si lascia influenzare, sono tutte spacciate.
Se un numero sufficiente apre gli occhi, e gli dice "NO!", allora quella spacciata è il sociopatico.
È una questione qualitativa - aprire gli occhi -, e quantitativa - un numero sufficiente -.

Introduzione Operatori - Non abbiamo scelta: dobbiamo produrre una quantità sufficiente

Noi siamo pochi, divisi, e spesso dilettanti e saccenti. Ma se vogliamo che tutti sopravvivano non abbiamo scelta: dobbiamo produrre una quantità sufficiente d'intenzione consapevole di sopravvivere.
Quindi non possiamo permetterci di essere pochi, non possiamo permetterci di essere divisi, non possiamo permetterci di essere dilettanti, e non possiamo permetterci di essere saccenti, questo è quanto.

Per chi non avesse le idee chiare:
Dilettante è chi non ha abbastanza carattere per rimboccarsi le maniche sul serio, e che alla prima scusa scantona nella sua "zona di conforto".
Saccente è chi è convinto di sapere tutto e che il resto non esista o non valga nulla, e che quindi non impara e non risolve mai nulla.

Lo scopo di questo progetto e di questo sito è aiutarci a produrre questa quantità sufficiente d'intenzione consapevole.
Il suo ruolo strategico è essere a) lo strumento, b) l'incentivo e c) il luogo per farlo.
Una delle sue funzioni è massimizzare l'impatto sul pubblico e la quantità e qualità d'intenzione consapevole prodotta, a parità d'impegno da parte di noi operatori.

Mentre gli operatori sono consapevoli del quadro generale ed attivi, nel pubblico ci sono vari gradi di consapevolezza ed attività. Dato che produrre intenzione consapevole significa trasformare il pubblico in operatori, il ruolo strategico del sito, a partire dalla sezione Operatori, comprende l'essere il luogo dove gli operatori ed il pubblico più consapevole si affiancano, si incontrano, accrescono la consapevolezza e fanno fronte comune.

Introduzione Operatori - La situazione: pochi camion, carico enorme, strade inesistenti

La situazione è questa:

Siamo pochi, con un'enorme quantità d'informazione, e ce la giriamo più fra noi che al pubblico.
Se vogliamo che tutti sopravvivano, è vitale spostarla dal destinatario sbagliato, noi che già sappiamo ed abbiamo capito, a quello giusto, il pubblico che ancora non sa e non ha capito.
Siamo pochi camion, con un enorme carico da trasportare al pubblico su una rete stradale inesistente.
Quindi, lo scopo di questo progetto e di questo sito non è mettersi a sgomitare in mezzo agli altri camion per accaparrarsi anch'esso il suo metro di asfalto; questo sito serve a costruire più strade per trasportare insieme quel carico al pubblico, usare quel carico per costruire ancora più camion e più strade e trasportare sempre più carico a sempre più pubblico. Fino ad essere abbastanza da fermare la minoranza votata al Male che sta cercando di annientarci tutti, e rimettere le cose sui binari del buonsenso e del Bene per tutti.

Inoltre, buona parte degli operatori si sta raffreddando, mentre al contrario il lavoro da fare e quindi l'unione, la determinazione e l'energia necesarie sono immense.
Dato che il morale dipende dai risultati reali - e non il contrario -, il modo per far salire il morale è far ottenere risultati reali.
Da questo punto di vista, tanto quanto il sito è uno strumento utile agli operatori ed al loro impatto sul pubblico, esso può contribuire a rivitalizzare loro, i loro scopi, la loro determinazione e la loro energia.

Di conseguenza, tutto il sito è in funzione di questo:

Gli operatori sono un destinatario di questo sito, ma dato che se vogliamo sopravvivere dobbiamo trasformare una quantità sufficiente di pubblico in operatori, di conseguenza il primo e principale destinatario di questo sito è il pubblico.

Per lo stesso motivo, il pubblico è il primo e principale destinatario anche di tutto il nostro impegno e di tutto il nostro lavoro. Questo significa che quando decidiamo di avere un'ora da dedicare a produrre intenzione consapevole di sopravvivere, nel decidere come usarla diamo la precedenza all'usarla per e con il pubblico.
Uno dei motivi è spiegato qui: Ripartizione Ponderata.

Introduzione Operatori - Precedenza al pubblico nuovo, la regola ingrata ma ferrea

Molti hanno osservato come i nostri canali di comunicazione tendano a diventare dei meri sfogatoi in cui "ce la cantiamo e ce la suoniamo fra di noi".
Più il nostro interlocutore condivide già la nostra realtà ed il nostro punto di vista, più la comunicazione è gratificante; meno li condivide, più è ingrata. Per cui è comprensibile essere inclini ad un rapporto sforzo/beneficio più gratificante.
Peccato che se vogliamo sopravvivere dobbiamo produrre una quantità di consapevoli ed attivi sufficiente a raggiungere la massa critica.
Quindi il nostro compito è spostare le nostre energie e comunicazioni dal cantarcela e suonarcela con chi è già consapevole al farci il mazzo a svegliare chi non lo è.
Imporci di spostare una parte del nostro lavoro dal produrre al promuovere sarà anche ingrato, ma l'alternativa è il non arrivare da nessuna parte; è la differenza fra sgasare in folle - senti che bel rombo! -, ed ingranare la marcia - che pazienza non far spegnere il motore e non far pattinare le ruote - ed iniziare a muoversi.

Dobbiamo adottare questa regola ferrea, che va in direzione diametralmente opposta alla nostra tendenza a scivolare nella "zona di conforto": precedenza al "pubblico nuovo" rispetto al "pubblico acquisito". Punto.

Siccome è appunto ingrato, e molti ci hanno provato con successo scarso o nullo, è comprensibile convincersi che sia impossibile.
Ma chi ci ha provato e ne è rimasto scottato non s'illuda d'essere originale; si tratta di un difetto universale: di fronte a qualunque cosa buona la prima risposta umanoide è sempre "non si può fare".
Il fatto è che chiunque sappia fare qualcosa, prima di imparare un modo di farla che funziona, pensava fosse impossibile.
Ed è interessante come l'allenamento sportivo insegni, primo, ad affrontare la fatica, e secondo, ad affrontare e spostare in avanti i propri limiti, invece di lasciarsi fermare da essi.
"L'unica cosa che può intrappolare un essere sono le sue considerazioni."
Quindi vediamo di sollevarci dal fondo.

Introduzione Operatori - Spalla a spalla, costruire acquedotti, disseminare, far arrivare il messaggio

Il lavoro principale da fare si chiama disseminazione.
Disseminare significa sparpagliare il maggior numero possibile di semi su una superficie più vasta possibile.
Disseminare è un fattore strategico, il cui obiettivo è l'effetto valanga: puntando sulla quantità, ossia invitando tantissimi a salire a bordo, possiamo portarne a bordo abbastanza da innescare l'effetto valanga: smuovere via via anche i riluttanti, gli ignavi, gli egocentrici, ecc. ecc. e spostare così l'ago della bilancia.
Nella disseminazione la quantità ha la precedenza sulla qualità: un'ora spesa a spargere mille semi vale più di un'ora spesa a sotterrarne uno.
Nella disseminazione l'arrivo ha la precedenza sulla partenza: un'ora spesa ad assicurarsi che un messaggio sia recepito vale più di un'ora spesa a produrre messaggi su messaggi.
Nella disseminazione la qualità consiste nel premiare il meglio: non si perde tempo a discutere con chi è ottuso od ostile; lo si investe approfondendo con chi è sveglio e ricettivo.
La terra è bassa e si fa fatica? Beh, se vogliamo sopravvivere, rimbocchiamoci le maniche.

Per produrre una massa critica abbiamo da raggiungere una maggioranza immensa.
Qui non è questione di ego: "il mio lava più bianco", e qui non è questione di contendersi i "pochi ma fedeli".
Qui non è questione del "proprio orticello", qui è questione di sopravvivenza. Chi non ne prende atto è parte del problema, non parte della soluzione.
Qui è questione di quantità di lavoro: ognuno di noi ha tempo ed energie per raggiungere tot "pubblico", e quindi poche storie e rimbocchiamoci le maniche, fianco a fianco e spalla a spalla!
I nostri sacchi di sabbia contengono tutti la stessa sabbia; l'unica cosa che conta è tra tutti smuoverne una quantità sufficiente ad arginare la piena del Male.

Per salvarci dobbiamo dissetare la popolazione.
Trovare l'acqua fra chi si rende conto è gratificante.
E così di acqua ne troviamo a fiumi.
Costruire acquedotti fra chi non si rende conto è ingrato.
E così di acqua alla popolazione ne arrivano solo gocce.
Noi qui costruiamo acquedotti. Punto.

Introduzione Operatori - Meglio un messaggio discreto ma recepito di dieci messaggi eccellenti ma mai partiti

Perché dovresti salire a bordo?
Beh... vuoi davvero salvare baracca e burattini?
E allora dobbiamo far crescere il Bene fino alla massa critica.
E per riuscirci i nostri messaggi devono raggiungere il vero destinatario: il pubblico.
I buoni lavori da soli si diffondono troppo lentamente rispetto alla velocità del Male, quindi dobbiamo accelerare.
Per farlo dobbiamo applicare la definizione di relazioni pubbliche: buon lavoro ben pubblicizzato! Non solo fare un buon lavoro, ma anche pubblicizzarlo altrettanto bene!
Lo scopo di questo progetto e di questo sito è aiutarci con entrambi.

Supponiamo ci siano dieci attivisti; ciascuno nella sua zona, ciascuno ha a cuore un dato aspetto della situazione, e ciascuno la domenica dedica un'ora al contatto col pubblico, durante la quale contatta dieci persone, per un totale di dieci ore e cento persone la settimana.
Senza salire a bordo, ognuno di loro si presenta al pubblico solo come sè stesso, e presenta solo il suo aspetto della situazione; le persone che contatta se ne tornano a casa con l'impressione di aver incontrato uno scappato di casa che vaneggia, ridono di lui, lo dimenticano, e ritornano a dormire fra le braccia del sistema.
Salendo a bordo, ognuno di loro si presenta al pubblico come parte di una grande squadra, presenta l'intero panorama della situazione, trova in esso l'argomento che sta a cuore a ciascuna persona, e le persone che contatta se ne tornano a casa consapevoli che il problema esiste, che le tocca sul vivo, che fa parte di una situazione generale in cui stanno venendo ingannate ed attaccate, che il Bene esiste ed è forte, che qualcosa si può fare, che qualcuno lo sta facendo, che anche loro possono farlo, e che fare qualcosa gli conviene.
A parità di impegno ed a parità di persone contattate, dieci ore e cento persone la settimana, questa è la differenza di impatto prodotto.
Buoni lavori, ben pubblicizzati.
Che ne dici?

Prima che inizi con i "sì, ma...", sappi che, non essendo nati ieri, li conosciamo già tutti: nulla per noi è sorpresa, ed il progetto si fonda anche su questo.
Definiamo "messaggio" il risultato delle tue ricerche ed attività, il tuo contributo a salvaguardare la sopravvivenza di tutti.
Adesso dimmi: è meglio un messaggio che, anche se imperfetto, raggiunge il destinatario, o è meglio un messaggio perfetto, che però non raggiunge il destinatario?
Esatto.
In linea di massima, ognuno di noi distribuisce così le proprie energie:
70% a produrre il messaggio;
30% a far arrivare il messaggio al destinatario sbagliato: chi ha già capito;
0% a far arrivare il messaggio al destinatario giusto: chi deve ancora capire.
Come dice qualcuno: è chiaro o te lo devo spiegare?
Prendiamo atto una volta per tutte che il lavoro che dobbiamo fare è ingrato. Sotto tutti i punti di vista. Ma questo è, punto.
Quindi la risposta a tutti i "sì, ma..." è che devi prendere una decisione chiave:
assegnare una parte adeguata delle tue energie a fare arrivare il messaggio al destinatario corretto. Questo significa spostarne una parte adeguata dal produrre il messaggio e dal farlo girare fra di noi al farlo arrivare al pubblico.
Non è gratificante? È ingrato?
Esatto. Ma questo è, punto.
Essere a bordo è un modo di farlo efficace ed efficiente.

Introduzione Operatori - I fattori alla base, 1

Il contenuto del sito è sviluppato applicando questi fattori:

Il fattore "impatto":
Essendo pochi e divisi, e spesso dilettanti e saccenti, quando ci rivolgiamo al pubblico ci presentiamo come il nostro gruppuscolo che tratta un argomento specifico e sconosciuto, percepito come astruso e non credibile. Il risultato è che il pubblico contattato ha l'idea di avere incontrato quattro insignificanti scappati di casa che vaneggiano, per cui ride di noi, ci dimentica, e ritorna fra le braccia della minoranza che vuole annientarlo.
In questo modo, l'impatto sul pubblico risultato del nostro impegno è prossimo a zero, e spesso negativo.
Se invece tutti noi, quando ci rivolgiamo al pubblico, ci presentiamo come parte del tutto documentato da questo sito, lo usiamo per trovare in esso gli argomenti cui il pubblico è più sensibile, ed attraverso questi introdurlo al quadro generale, ben esposto e documentato, il risultato è che il pubblico contattato ha l'idea del tutto, percepito nella sua vastità, spessore, importanza e credibilità, e quindi otteniamo la massima possibilità che ci prenda sul serio, ci ricordi, ed inizi a svegliarsi ed agire.
In questo modo, l'impatto sul pubblico, a parità del nostro impegno, è il massimo.

Il fattore "ordine":
L'universo è caotico, ed il fattore comune a tutte le forme di vita è portare ordine nel caos. Anche il più piccolo filo d'erba sta selezionando nel caos dell'ambiente circostante le molecole che gli servono per costruirsi e vivere.
Data la vastità del quadro della situazione che presentiamo, esporlo in modo caotico genererebbe confusione e conseguente apatia; viceversa esporlo in modo ordinato e preciso genera comprensione e rivitalizzazione.

Il fattore "lampadina che si accende":
Quando non si conosce il bandolo della matassa si è confusi, e la confusione tende a non farci notare le cose. E soprattutto tende a non farci agire, o se anche agiamo tende a farci agire in modo confuso ed inefficace.
Scoprire quel bandolo produce l'effetto "lampadina che si accende": tende a farci uscire dalla confusione ed a farci notare le cose. E soprattutto tende a farci venire voglia di agire, ed a farci agire in modo più ordinato ed efficace.

Introduzione Operatori - I fattori alla base, 2

Il fattore "prospettiva e proporzioni":
Dato che il bandolo della matassa è il modo in cui stanno le cose, esso comprende il quadro generale della situazione.
Il quadro generale è composto di tante componenti, e ciascuna di esse ha un suo peso.
Quando si conosce solo una parte del quadro, si tende a dare troppo peso alle componenti che si conoscono e nessun peso a quelle che non si conoscono.
Scoprire il bandolo significa quindi prendere atto del quadro generale, dell'esistenza di tutte le sue componenti, e del peso reale di ciascuna in esso.

Il fattore "ponte":
Anche se nessuno è un'isola, per collegarci servono lo stesso dei ponti.
Un ponte è qualcosa in comune, ed è ciò che si ha in comune che permette di capirsi, persino nelle differenze: ad esempio, parlare la stessa lingua.
I ponti, permettendo di comunicare, conoscere, e quindi capire, avvicinano.
Il quadro generale ed ordinato della situazione è anche il ponte fra tutti gli operatori ed il pubblico; anzi, una rete di ponti: ognuno, nel pubblico, può avere più familiarità con qualche parte di questo quadro, ed attraverso questa rete di ponti può essere portato a conoscere, capire, e quindi ad avvicinarsi a tutto il quadro.

Il fattore "termine di paragone":
Non si può giudicare qualcosa se non c'è qualcos'altro cui paragonarlo.
Per mettere in condizioni di giudicare, all'esposizione del Male è affiancata l'esposizione del Bene come termine di paragone.
Fornire questo termine di paragone è un invito implicito a giudicare, e quindi a scegliere fra i due.

Introduzione Operatori - I fattori alla base, 3

Il fattore "via d'uscita-causa":
C'è una regola, spesso non scritta, per cui ogni critica dev'essere sempre accompagnata da una proposta: secondo te così non va; bene, ma tu cosa proponi?
E noi tutti abbiamo toccato con mano com'è facile andare alla deriva in un mare di critiche inconcludenti senza soluzioni cui aggrapparci.
Le soluzioni sono importanti non solo operativamente, ma anche psicologicamente: non vedere vie d'uscita induce allo sconforto ed a non agire; vedere vie d'uscita induce alla speranza e ad agire.
È anche per offrire questa via d'uscita che all'esposizione del Male è affiancata l'esposizione del Bene.
In termini ancora più profondi, offriamo a chiunque la possibilità di essere causa, invece che effetto come al solito. E vedere una possibilità reale di esserlo è un motivatore tanto profondo quanto forte.

Il fattore "quantitativo":
La proporzione percepita fra le proprie forze e quelle avversarie determina quanto ci si sente fiduciosi od impotenti, e quindi propensi ad agire o a subire.
Noi presentiamo un fronte del Male decisamente vasto, perciò, dato il nostro scopo di trasformare il pubblico in operatore, è vitale che il fronte del Bene che gli contrapponiamo sia altrettanto vasto. Tanto maggiore la quantità di chi siamo e cosa facciamo, tanto più fiducioso e propenso ad agire si sentirà il pubblico.

Il fattore "presto e bene":
Sappiamo perfettamente a che livello sono state ridotte la lucidità, la capacità di concentrazione, ed il grado di alfabetizzazione del pubblico, e la sua simbiosi con i dispositivi mobili.
Sappiamo quindi che tipicamente il pubblico visiterà questo sito attraverso un dispositivo mobile, con tutte le sue limitazioni e condizionamenti, ed attraverso una lucidità, una concentrazione ed un'alfabetizzazione ridotte ai minimi termini.
Il primo obiettivo è aprire il primo spiraglio nel pubblico: che inizi a farsi per davvero le prime "due domande". Solo se si raggiunge questo il resto può seguire.
Perciò, per raggiungere un pubblico in questo stato, i contenuti devono essere brevi, chiari, semplici ed incisivi.

Introduzione Operatori - I fattori alla base, 4

Il fattore "mano tesa":
"Nella guerra fra il Bene ed il Male gli avversari sono etici e malvagi. È bene ricordare subito che i due fronti hanno obiettivi diversi. Anzi, opposti. Chi è malvagio considera tutti gli altri nemici e quindi vuole annientarli e possibilmente eliminarli tutti; chi è buono considera gli altri fratelli ed amici e vuole che stiano tutti bene.
Il fronte fondamentale di questa guerra sono le coscienze; ogni fronte materiale è solo secondario. E di conseguenza, combattere per il Bene sul fronte di questa guerra non significa annientare od eliminare le persone, ma significa riavvitargli la testa sulle spalle ovunque si riesca, e dove non si riesce fare in modo che non possano far danni."
Luca Esculapio, Piano Socioeconomico, parte 1 - Etica, punto 7.2.1. Rimuovere le intenzioni contrarie e differenti
Quello che chiamiamo "sistema" è un'intera società infiltrata dalla malvagità in tutte le sue strutture; ma se da un lato siamo consci della gravità di questo stato di cose, dall'altro dobbiamo essere consci anche che tutte le persone, persino quelle più "sprofondate nel sistema" hanno una natura fondamentale buona, che nella maggior parte dei casi non si riesce mai a spegnere completamente, e che attualmente, a causa della pressione esagerata esercitata dalla malvagità, è sempre più spinta a riemergere, esasperata, desiderosa di rimettere le cose sui binari, ed in cerca di appigli cui aggrapparsi.
E quelli che possono e devono fornirgli quegli appigli, tendergli la mano invece di combatterli ciecamente, siamo noi.

Il fattore "vastità del quadro":
La vastità del quadro che abbracciamo è tale che potrebbe suscitare il timore di eccedere la nostra capacità di gestirlo, o la capacità del pubblico di digerirlo.
Il fatto è che solo la verità esatta può raggiungere il nostro scopo: far accendere la lampadina.
E la verità esatta della situazione è vasta ed indigesta, è vero.
Diciamo che, se un individuo è disorientato dalla quantità, in quella misura ha della confusione, ed è quella che va dissipata prima, perché la sua lampadina sia raggiungibile.
Qui entrano in gioco i nostri ruoli.
Il nostro primo ruolo è rendere la comprensione possibile: usare il livello di dettaglio e la chiarezza necessari e sufficienti per cogliere il quadro facilmente e complessivamente.
Il nostro secondo ruolo è usare la familiarità come ponte. Come Virgilio con Dante, la responsabilità dell'attivista è condurre il pubblico ad orientarsi e prendere atto di questa vastità, e che tutto in essa è collegato e coordinato verso lo stesso fine ultimo. Il suo strumento è appunto la familiarità: scoprire ciò che più è familiare, ed usarlo da ponte, dissipando l'eventuale confusione, verso ciò che ancora familiare non è, fino a che tutto il quadro, ed a quel punto ogni sua parte, non diventano anch'essi familiari.

Tutti questi fattori hanno un doppio effetto positivo: sul pubblico, ma anche sugli operatori stessi. Fornire uno strumento efficace, oltre che mobilitare il pubblico può anche rimotivare e rivitalizzare gli operatori che si stanno raffreddando e spegnendo.

Inoltre, ogni operatore trae vantaggio dal partecipare attivamente: dato che tutto questo rivitalizza il pubblico, l'operatore che fa da tramite per portarlo ad un pubblico, è in prima linea nell'essere attraversato dal flusso di energia positiva che rivitalizza.

Introduzione Operatori - Quando c'è da spingere c'è da spingere, punto

Quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed aiutare a spingere od a passare i secchi od i sacchi, molti accampano delle loro "interpretazioni", il cui risultato è dispersione delle energie e mancata azione.
Alcuni giustificano questo atteggiamento come il diritto di seguire ciò che ci "risuona".
Fra i nostri difetti ci sono la tendenza alla divagazione, la tendenza a svicolare, e l'ego: se c'è da fare una data cosa, siamo inclini a fare i finti tonti, od a fare qualunque altra cosa tranne quella, magari con la scusa che non è una nostra creatura.
Quando c'è da spingere c'è da spingere. Quando ci sono da passare i secchi od i sacchi c'è da passare i secchi od i sacchi. Punto.
"Non è sufficiente che facciamo del nostro meglio; a volte dobbiamo fare quello che è necessario."

Essere in grado di aiutare comporta, fra l'altro, non aver così tanto bisogno di aiuto da non essere in grado di aiutare.
Per tirare fuori dal fango gli altri devi tirarti abbastanza fuori dal fango tu.
Quindi, se hai dei difetti accennati sopra, o se li giustifichi come accennato sopra, aiutati ad essere in grado di aiutare: tirati fuori dal fango, ed aiutaci a spingere. Punto.

Introduzione Operatori - Energia, disciplina, proporzioni

Essere in grado di aiutare tutti comporta, fra l'altro, il saper dosare l'acceleratore fra:
da un lato, il concedere di essere e la manutenzione del sorriso - produrre in noi l'energia necessaria;
e dall'altro, la disciplina ed il livello di necessita richiesti da ciò che è necessario - usare quell'energia dove serve.
Concedere di essere è accettare che qualcuno proceda a modo suo; è accettabile sintantoché non diverga troppo da ciò che è effettivamente necessario.
La manutenzione del sorriso è dedicarsi a ciò che ci ricarica; è accettabile sintantoché non ci sottragga all'impiego di quell'energia per ciò che è necessario.
La disciplina è fare ciò che è effettivamente necessario, punto.
Il livello di necessità è il grado di sollecitazione necessario per farci entrare in azione.

Infine, caro operatore, se mai ti sentissi trattato in modo impersonale oppure trascurato, tieni presente che:
lo scopo fondamentale è catalizzare, produrre, unire ed allineare tutto il Bene per superare ed esaurire il Male;
ciò comporta una quantità immensa di Bene, che a sua volta comporta una quantità immensa di operatori e di pubblico;
le condizioni generali ed individuali sono tali che i collaboratori sono pochi in proporzione agli operatori ed al pubblico;
per cui sappi che ci rivolgiamo sempre da ME a TE personalmente, ma tieni presente che ci stiamo rivolgendo ad un numero immenso di TU.