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Sullo stare di fronte alle prove del Male

Sullo stare di fronte alle prove del Male; Byoblu, Foa: Epstein, troppi potenti satanisti

A proposito di quello che arriva fino a noi di questo scandalo, tre cose ci devono essere completamente, assolutamente, ovvie e chiare:

Primo: esso passa attraverso il filtro di uno dei più gravi casi di conflitto d'interesse della storia umana, in cui a rivelare i crimini sono funzionari con ogni probabilità coinvolti con i colpevoli. Quindi, consideriamo che se ci arriva, vuol dire che è talmente grave ed esteso che non riescono a metterlo a tacere.

Secondo: chiunque di loro cercherà di manipolarlo e strumentalizzarlo contro i propri avversari. Quindi, vediamo di non essere tanto ingenui da credere che i personaggi coinvolti siano solo da una parte, e che siano solo quelli che ci presentano.

Terzo: dato che passa attraverso il filtro di uno dei più gravi casi di conflitto d'interesse della storia umana, quel che ci arriva sono le briciole, sia in termini di quantità, che soprattutto di gravità. Quindi, vediamo di prendere atto che non solo la realtà supera la fantasia più perversa, ma che la supera più di quanto siamo disposti ad ammettere.

Di conseguenza, quello che conta e c'interessa di più in questo scandalo non sono i nomi o le bandiere. Quello che conta e che c'interessa di più è la gravità e la diffusione: quanto è larga, e quanto è profonda, la macchia d'olio.

Perché la larghezza e la profondità di quella macchia è la prova di che tipo di persone sono coloro a cui stiamo permettendo di governarci.

È stato detto che la cosa a cui è più difficile stare di fronte è il Male.

Le prove di quanto è larga e profonda la macchia d'olio stanno emergendo.

Quella macchia d'olio si chiama Male.

Adesso tocca a noi stargli di fronte.

Un buon punto d'inizio è la seguente intervista di Byoblu a Marcello Foa, e le sue considerazioni finali nella trascrizione:

3,5 milioni di documenti consultabili da chiunque sul sito del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Video, fotografie, email, atti investigativi. Da quando l’archivio sul caso Jeffrey Epstein è stato reso accessibile al pubblico, si è detto di tutto.

Liste segrete. Coperture. Intelligence. Ricatti. Omissis. Teorie contrapposte. Omicidi. Ma in mezzo a questa massa imponente di materiale il rischio è uno solo: perdere il senso dei fatti.

In questa puntata di V per Virginia, insieme al giornalista Marcello Foa, analizziamo cosa raccontano davvero gli “Epstein Files” e cosa invece appartiene alla sfera delle interpretazioni. Purtroppo molte questioni sono peggiori di quanto si possa immaginare.

Ripercorriamo le origini dell’inchiesta, dal 2005 in Florida fino all’arresto federale del 2019 e alla morte in carcere di Epstein (suicidio secondo la versione ufficiale), passando per il controverso accordo del 2008 e il processo a Ghislaine Maxwell, condannata nel 2022 a 20 anni di reclusione e ora alla ricerca della grazia da parte di Donald Trump.

Esistevano diversi livelli di conoscenza nei rapporti che Jeffrey Epstein tesseva: c’era chi orbitava superficialmente, chi, invece, lo conosceva molto di più: veniva invitato alle sue feste e nella sua isola privata. Poi c’era il terzo e ultimo livello, il più pericoloso e controverso...

L'articolo su Byoblu:
QUANTO ERI VICINO A EPSTEIN? I 3 GRADI DI CONOSCENZA DEI SUOI SEGRETI. Marcello Foa

L'intervista:
QUANTO ERI VICINO A EPSTEIN? I 3 GRADI DI CONOSCENZA DEI SUOI SEGRETI. Marcello Foa

Trascrizione del finale, particolarmente significativo:

Allora, ecco che queste sono mail riscontrate, cioè sono mail che escono da quell'archivio.... su questo bisogna indagare. E poi tenendo presente una cosa, come ha ammesso Blush, le immagini più sconvolgenti non ce le fanno vedere.

Allora, io quel che mi auguro non è un facile sensazionalismo. Qui ne va della nostra dignità di esseri umani, qui ne va della credibilità delle nostre istituzioni.

E questo è uno scandalo che sta mettendo alla luce le distorsioni mentali, comportamentali, sataniche di un numero troppo ampio di persone, troppo potenti. Ecco, è su questo che la stampa dovrebbe insistere... e invece la stampa non sta facendo il proprio ruolo.

Invece fu furente nel criticare il Pizza Gate come una cosa complottista, perché quella è una teoria... se vuoi, la teoria del complotto, come ho già avuto modo di spiegare a Byoblu l'altra volta, è stata una tecnica elaborata dalla CIA ai tempi dell'omicidio Kennedy: quando tu vuoi screditare qualcuno e distrarre l'attenzione, dici "Ah, tu sei complottista". Allora chi è additato è costretto a discolparsi e l'oggetto stesso viene derubricato come non attendibile.

E qui in questo caso invece ho l'impressione talvolta che noi viviamo una specie di Truman Show in cui abbiamo creduto nella... in queste grandi star internazionali, nelle istituzioni, come se fossero i nostri beniamini, i nostri rappresentanti autentici, magari sbagliavano eccetera. E invece sopra c'era qualcosa che veramente andava oltre la nostra immaginazione di persone normali, giustamente ragionevolmente dubbiose.

Questi sono gli aspetti che dovrebbero... devono fare riflettere il pubblico, e io mi auguro che anche se il tentativo di insabbiare tutto, perché diciamolo francamente c'è, è già in corso questo tentativo, qualcosa invece resti perché chi prende coscienza rimane sconvolto.

Se vuoi un'ultima citazione, c'è un documentario che è sconvolgente, si intitola Le survivantes, le sopravvissute. Fatto da dei produttori e un regista francese il quale racconta le testimonianze di ex bambine che sono state violentate quando erano bambine dai personaggi della upper class in Europa. Non è solo violenza, cioè è una cosa... queste sono testimonianze vere, eh.

Allora, queste cose qui accadevano già 20-30 anni fa in certi ambienti. Questo ci deve fare inquietare. Allora, noi dobbiamo poter credere che chi ci rappresenta non ha queste ombre. E ci deve essere, secondo me, una presa di coscienza molto ampia e una pretesa di correttezza e trasparenza, perché altrimenti viviamo in un mondo veramente atroce. Noi che denunciamo le dittature, i regimi autoritari, eccetera, e poi siamo governati da persone come queste? Governati o influenzati, perché poi non è che... i governi nazionali a volte non hanno il potere che noi ci immaginiamo, no?

Ecco, questo è il dilemma morale, etico a cui noi siamo sottoposti ed è questa la riflessione che dovrebbe sgorgare con forza nell'opinione pubblica. Mi auguro che questo accada, perché se questo accadrà, quel che temono queste persone è la visibilità, è l'essere smascherati. È che la gente esca dal torpore, dall'illusione, la consapevolezza. Eh sì, creare la consapevolezza. Speriamo, insomma, noi come giornalisti facciamo il nostro... la nostra missione, senza aver... con coraggio, con trasparenza, con beh, non tutti... Infatti, chi ce l'ha ci prova. Noi infatti siamo qui proprio per cercare insomma di creare quella consapevolezza che dicevi necessaria per vedere le cose senza il velo della della censura o questa cupola grigia che ci... che rappresenta appunto questi governanti che poi, come dicevi pretendono anche di dirci come comportarci, di dirci come vivere la nostra vita, e poi, accadono queste cose dietro... dietro le telecamere, dietro insomma le comunicazioni pubbliche.

Soluzioni correlate: 

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