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La Struttura Piramidale dei Dati

Una volta noto e chiaro, questo concetto è ovvio; per arrivarci in modo preciso e completo lo descrivo ripetutamente, con gradi di approfondimento crescenti.

Nella mia pagina operatore scrivo:

Sappiamo che "tutto è collegato"; più precisamente, i fondamenti vanno a strati, dalle foglie, ai rami, al tronco, alle radici.

Nel mio documento "Manifesto base degli economisti" scrivo:

Dato: qualunque cosa si possa conoscere.
Informazione: uno o più dati che sono stati esaminati e valutati.

La struttura piramidale dei dati (disegnandola sarà più chiara):
I dati formano una piramide composta di strati orizzontali di dati.
Più uno strato è vicino alla base più è largo, nel senso che più i dati che contiene sono numerosi, complessi, e di applicazione ristretta; e più uno strato è vicino al vertice più è stretto, nel senso che più i dati che contiene sono pochi, semplici, e di applicazione vasta.
Fra dati in strati diversi ci sono relazioni: un certo numero di dati in un certo strato è in relazione con un numero maggiore di dati nello strato successivo verso la base, e con un numero minore di dati nello strato successivo verso il vertice.
Fra dati in strati diversi ci sono rapporti di importanza relativa: ogni dato è più importante di quelli nello strato successivo verso la base, e meno importante di quelli nello strato successivo verso il vertice. Il motivo è che ogni dato è alla radice dei dati in relazione con esso negli strati successivi verso la base.

Nel mio piano di orientamento socioeconomico individuale, fascicolo 0 - Studio, punto 23.7., La struttura piramidale dei dati, scrivo:

I dati hanno una struttura piramidale; nel senso che formano una piramide, composta di strati orizzontali di dati, con il vertice in alto od in basso a piacere. Questo vale sia in generale, considerando tutti i dati esistenti come parte di un’unica piramide, sia nello specifico, considerando i dati relativi ad un ambito specifico. Per cui lo si può osservare in qualsiasi ambito a piacere. E disegnandolo risulterà più chiaro.
Più uno strato è vicino alla base più è largo, nel senso che più i dati che contiene sono numerosi, complessi, e di applicazione ristretta; e più uno strato è vicino al vertice più è stretto, nel senso che più i dati che contiene sono pochi, semplici, e di applicazione vasta.
Fra dati in strati diversi ci sono relazioni: un certo numero di dati in un certo strato è in relazione con un numero maggiore di dati nello strato successivo verso la base, e con un numero minore di dati nello strato successivo verso il vertice.
Fra dati in strati diversi ci sono rapporti di importanza relativa: ogni dato è più importante di quelli nello strato successivo verso la base, e meno importante di quelli nello strato successivo verso il vertice. Il motivo è stato esposto in questa forma: l’importanza di un dato è quanti altri dati allinei, ed ogni dato è alla base dei dati in relazione con esso negli strati successivi verso la base della piramide.
Ad esempio, risalendo una piramide di dati dalla base verso il vertice, in uno strato potremmo trovare i numeri di telaio delle automobili prodotte dei vari modelli di varie marche, in uno strato successivo i modelli di quelle varie marche, in uno successivo le marche stesse, in uno successivo il fatto che siano tutte automobili, accanto agli altri tipi di veicoli oltre le automobili, in uno ancora successivo il concetto di veicolo, ed in uno ancora successivo il fatto che il veicolo sia un oggetto fisico, accanto agli altri tipi di oggetti fisici. Il fatto di essere oggetti fisici vale per tutte le automobili, ma il fatto di essere automobili non vale per tutti gli oggetti fisici; il fatto di essere automobili vale per tutte le auto di un certa marca, ma il fatto di essere di una certa marca non vale per tutte le automobili, e così via.
E qui si osservano le altre caratteristiche: campo di applicazione e semplicità. Alla base di questa piramide, il dato del numero di telaio di un’automobile prodotta si applica solo a quell’automobile. Al vertice della piramide, il dato che si tratta di oggetti fisici si applica a tutti gli elementi negli strati successivi.
La relazione fra il campo di applicazione di un dato e la sua importanza si capisce quando si è alla ricerca di quel dato: chiunque sia alla ricerca di una soluzione ad un problema è alla ricerca di dati, e se li sta cercando significa che risolvere quel problema è importante. Quando avrà trovato quei dati, la ricaduta positiva dell’averli trovati sarà tanto grande, e quindi tanto importante, quanto il loro campo di applicazione: due buoni esempi potrebbero essere la scoperta di come controllare il fuoco, e l’invenzione della ruota, rispetto allo scoprire di che colore sono i capelli del vicino.
Il percorso tipico della ricerca di soluzioni è in due fasi, avanti ed indietro: la prima, che chiamiamo scienza, parte dallo studio di fatti ad un livello vicino alla base, e scopre degli elementi comuni di quei fatti ad un livello più vicino al vertice; la seconda, che chiamiamo tecnica, parte da quegli elementi comuni scoperti e li usa per creare nuove applicazioni di essi ad un livello più vicino alla base, più vasto di prima.
Si potrebbe dire che l’elasticità mentale sia tanto grande quanto grandi sono le strutture piramidali di dati che si riescono a cogliere ed usare in ogni direzione. E probabilmente la soluzione alle accuse di essere “troppo astratti e teorici” o viceversa “troppo pratici ma limitati”, di “non saper suonare senza leggere lo spartito”, o di “suonare ad orecchio senza conoscere la musica”, è allenare quest’elasticità.
E guarda caso, l’importanza di un dato e la sua semplicità sono inversamente proporzionali: più un dato è importante, e più è semplice. Un esempio è quanto hai imparato qui sullo studio: i fondamenti del “leggere, scrivere e fare di conto” sono molto più importanti e semplici di chissà quali formule, matematiche o di altro genere. Questa non è una cosa da poco. Considerando che sopravvivere o soccombere, ed il livello di esistenza, dipendono dal trovare soluzioni che funzionano ai problemi, e quindi risposte che funzionano alle domande, e che più i loro campi di applicazione sono vasti più sono importanti, questo ti dà la misura della profondità di questa affermazione: tutte le risposte sono fondamentalmente semplici.
Si potrebbe a questo punto dire che questa elasticità mentale consista nell'abilità di connettere con totale facilità e padronanza due estremi quasi opposti: la semplicità estrema, e quindi apparentemente insignificante, del dato di base, e la complessità estrema, e quindi apparentemente incomprensibile, delle sue innumerevoli applicazioni pratiche.
Come si applica tutto questo nello studio? Sii causa su ciò che studi, e non mero effetto di esso: assumitene la responsabilità attiva, e non subirlo passivamente. Ma sin qui non ti sto dicendo nulla di nuovo, in fondo. Quello che aggiungo adesso è: un modo di farlo è valutare ciò che studi, e regolarti di conseguenza. Prendi atto che hai di fronte una piramide di dati, quindi valuta le importanze relative di ciascuno di quei dati: quali sono più importanti e quali meno importanti, e quindi trattali di conseguenza, dando a ciascuno il posto che gli spetta, ed assegnandogli tempo ed energie in proporzione.
E tieni nel dovuto conto la relazione fra la semplicità e l’importanza: sia come guida verso ciò che è importante, sia come indicatore per notare quando qualcuno rende le cose complicate, che per notare quando qualcuno inverte l’ordine naturale delle cose, trascurando od addirittura occultando i fondamenti, pochi e semplici, per sostituirli con montagne di dettagli complicatissimi, ultraspecializzati, ed in realtà assolutamente irrilevanti, o addirittura distruttivi perché privi di fondamenti.
Allargando l’orizzonte intorno a te, approfitto per suggerirti anche un concetto che io chiamo “la logistica dei dati”, o “la logistica della conoscenza”. La logistica è far arrivare ciò che serve dove serve, e questo si applica anche e soprattutto alla conoscenza: perché una squadra funzioni, di qualsiasi cosa si occupi, tutti i suoi membri devono sapere il fatto loro. Ciascuno deve sapere tutto ciò che lo riguarda, ed il fatto è che non lo riguarda solo tutto ciò che ha a che fare con la sua mansione, ma anche tutto ciò che lo circonda. Ed in questo tutto, in base alla struttura piramidale dei dati, più gli elementi sono verso il vertice, e più è fondamentale che li conosca.
Nel campo dello studio, ci sono materie che trattano il “come” delle cose, come le materie tecniche, e ci sono materie che trattano il “perché” delle cose, come le materie filosofiche; le prime si possono definire “nozionistiche” perché ti ingozzano di dati senza farteli valutare, e le seconde “concettuali” perché ti fanno osservare e valutare le relazioni fra i dati e soprattutto il loro senso. Le prime si trovano più verso la base della piramide, le seconde più verso il vertice; che le seconde siano più importanti delle prime è dimostrato dal fatto che chi vuole fare di te uno schiavo cerca di privarti delle seconde concentrandoti sulle prime, mentre chi vuole renderti più libero cerca di concentrarti sulle seconde, e di farti osservare le prime dal punto di vista delle seconde. Perché nel primo caso lo scopo è fare di te un esecutore che ubbidisce senza farsi né fare domande, e nel secondo è fare di te uno che ragiona con la propria testa, che fa domande, e che cerca le risposte.

La conoscenza e la padronanza della struttura piramidale dei dati è la soluzione ad un tipo di soppressione specializzata, deliberata od inconsapevole che sia, che fa leva sulla specializzazione e sull'indurre soggezione verso di essa. L'obiezione che viene opposta è una qualche forma del concetto: "non hai diritto di parola in merito perché non sei uno specialista dell'argomento." La risposta a questo è che, in base alla struttura piramidale dei dati, c'è sempre un livello più importante dove i dati sono pochi e semplici, e chiunque può conoscerli, capirli, e quindi giudicare senza bisogno di essere uno specialista. Al contrario, lo specialista deve dimostrare che è in bunoa fede, e non sta cercando di usare lo specialismo come espediente per nascondere qualcosa agli altri, spiegando la questione al non specialista in termini di dati fondamentali, pochi, semplici e chiari, che il non specialista possa capire e valutare.
Più in generale, La conoscenza e la padronanza della struttura piramidale dei dati insegna questa certezza come principio universale: non c'è niente che tu non possa capire e valutare, perché è solo questione di arrivare ad uno strato di dati sufficientemente basilare, in cui i dati sono pochi, semplici, chiari, e d'importanza fondamentale. Grazie a questo, non solo puoi capire e dire la tua su qualsiasi cosa, ma puoi anche capire e valutare il quadro generale delle cose in tutta la sua vastità, che a quel punto viene a risolversi nei termini di quei pochi, chiari e semplici dati.

Inoltre, la conoscenza e la padronanza della struttura piramidale dei dati è anche una componente essenziale nella risoluzione di qualunque divergenza od addirittura conflitto fra due (o più) parti in causa; la risoluzione consiste infatti:

  • in primo luogo, nel risolvere la sua causa fondamentale, la terza parte che lo fomenta più o meno nascostamente, e
  • in secondo luogo, nel risolvere il merito della questione applicando la struttura piramidale dei dati per risalire ad un livello di fondamenti sufficientemente basilare e condiviso.

L'intero Progetto Paese si basa su questo, e ne è un'applicazione pratica.

Dal momento che si potrebbe dire che l’elasticità mentale sia tanto grande quanto grandi sono le strutture piramidali di dati che si riescono a cogliere ed usare in ogni direzione, conseguentemente è opportuno, sia nel luogo dedicato esplicitamente ad imparare, la scuola, che nel luogo nel quale non si finisce mai di imparare, nella vita, sviluppare occasioni ed esercizi per allenare questa elasticità mentale.
E questo soprattutto in considerazione del fatto che questa elasticità abitua a connettere quei due estremi quasi opposti: la semplicità estrema del dato di base, e la complessità estrema delle sue innumerevoli applicazioni pratiche.

In conclusione, la conoscenza e la padronanza della struttura piramidale dei dati pone nella giusta prospettiva il principio secondo il quale "tutte le vere risposte sono fondamentalmente semplici." Una prospettiva che potrebbe a prima vista risultare controintuitiva, se ci si lascia distrarre dal fatto che i dati dei livelli inferiori sembrano più importanti solo perché più numerosi e più complessi, quando la verità è il contrario.

P.S.
Questo mio contributo non è "originale". L'"originalità" figlia dell'ego e del consumismo intellettuale è parte del problema, non della soluzione.
Il mio contributo è esplicitare il punto, e dettagliarlo in modo spero chiaro, preciso ed esauriente, così che tutti possiamo padroneggiarlo ed usarlo a fondo.

Luca Esculapio

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