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La Guerra al Silenzio e l'Estinzione del Genio

Julia James Davis - La guerra al silenzio

"Penso, dunque sono." L'iconica frase di Cartesio che bramava il silenzio tanto da rimanere a letto sino alle undici per evitare interruzioni. Ma oggi è quasi impossibile trovare pace e tranquillità - che si tratti dell'aumentata rumorosità delle nostre città o delle distrazioni dei social media, podcast, e musica sui nostri telefoni. Ma il silenzio ed i pensieri che ne derivano sono il fondamento di una società civilizzata - è nel silenzio che nascono le idee geniali.

La Guerra al Silenzio e l'Estinzione del Genio

Una volta consapevole dell'esistenza del Male e delle sue intenzioni e dei suoi moventi, e dell'esistenza della manipolazione monetaria, diventa ovvio che nulla avviene per caso...

Trascrizione:

Qui è Julia James Davis, benvenuti a "guerra alla bellezza".

Il nostro mondo è diventato talmente rumoroso... pensiamo a tutte le volte che sentiamo tutto questo rumore inutile: coppie che litigano per strada a voce troppo alta, in palestra persone che sparano la loro musica a tutto volume o persone che telefonano con il vivavoce, anche quando siamo da soli ascoltiamo costantemente podcast e musica o YouTube o la TV in sottofondo.

Il nostro mondo è diventato così rumoroso da rendere quasi impossibile la pace e la tranquillità, ed il grave inquinamento acustico delle nostre onde radio va oltre il semplice fastidio, il disturbo e l'inconveniente, ma potrebbe essere la ragione per cui l'Occidente sta ristagnando e sta discendendo in un completo caos incivile.

Come per molti altri argomenti di Guerra alla Bellezza, anche questo è stato ispirato da due cose che ho visto una dietro l'altra: la prima è stata la straordinaria docu-serie di Kenneth Clark “Civilizations”, e l'episodio specifico sulla rivoluzione scientifica e lo sviluppo che stava avvenendo in Inghilterra e in Olanda nel XVII secolo, ed un tweet di risposta ad un articolo dell'Atlantic intitolato “Perché i ricchi amano la quiete: il suono della gentrificazione (riqualificazione urbana che aumentando i prezzi scaccia gli abitanti originari) è il silenzio”.

L'importanza del silenzio era qualcosa che non si era mai del tutto radicata nella mia mente fino a quando non ho visto queste due cose, anche se è qualcosa con cui mi confronto ogni singolo giorno, una sorta di proliferazione del rumore che, sono sicura, se state guardando questo filmato avete sperimentato anche voi; ma è una sfaccettatura sottile della guerra alla bellezza che è altrettanto importante dell'architettura a scatola o dell'arte contemporanea a blob che abbiamo. Tutte cose che sono diventate così comuni nella nostra esperienza che non vediamo o sentiamo più, queste guerre alla bellezza. Ma ora che mi occupo di questo argomento, ho iniziato a vederne l'importanza, e credo che la mancanza di silenzio possa essere la cosa che contribuisce alla nostra incapacità non solo di creare, ma anche di riconoscere una vera bellezza, e di esercitare una forza civilizzatrice sulla nostra società.

Partendo dall'importanza del silenzio, Schopenhauer scriveva nel suo saggio sul rumore che l'interruzione rumorosa impedisce questa concentrazione; per questo gli intelletti più eminenti sono sempre stati fortemente avversi a qualsiasi tipo di disturbo, interruzione e distrazione, e soprattutto a quella violenta interruzione che è causata dal rumore.

Gli altri non fanno particolare caso a questo genere di cose; la più intelligente delle nazioni europee ha definito “non interrompere mai” l'undicesimo comandamento, ma il rumore è la più impertinente delle interruzioni, perché non solo interrompe i nostri pensieri, ma li disperde. Quindi Schopenhauer sta dicendo - ed io sono completamente d'accordo - che non possiamo avere alcun pensiero vero o buono senza silenzio - tanto meno pensieri geniali - con tutto il rumore del nostro mondo.

Ed è qui che entra in gioco l'episodio di Kenneth Clark: mi ha colpito molto questo particolare episodio sullo sviluppo dell'Olanda come centro scientifico e finanziario nel XVII secolo, ed in particolare questa storia che ha raccontato su Cartesio: ha detto che Cartesio, che è stato una delle figure più importanti della rivoluzione scientifica, desiderava assolutamente la solitudine ed il silenzio per poter pensare, e naturalmente ha detto, notoriamente, “Penso quindi sono”. Al punto che cambiò casa in Olanda 24 volte per poter trovare il silenzio e perché nessuno potesse interromperlo, e rimaneva a letto fino alle 11 del mattino per trovare quel silenzio e pensare.

Quindi il tipo di pensiero profondo che è necessario per far nascere idee geniali, idee che spesso sono così cruciali per il successo e la resistenza di una civiltà, nascono e vengono concepite dal silenzio.

Schopenhauer arriva a dire che i rumori bruschi sono gli assassini dei pensieri, il che mi porta al tweet che ho visto e che ha davvero collegato tutto questo nella mia mente: questo tweet era in risposta ad un articolo dell'Atlantic che sosteneva che il silenzio fosse il suono della gentrificazione. E questo tweet di una serie di Avid su X dice, tra virgolette: “È infatti vero che una cosa che sembra separare i bianchi della classe media superiore dalla maggior parte degli altri è una tolleranza molto bassa per il rumore”.

È il miglior motivo per vivere in un quartiere bianco di classe media superiore che io conosca: nella mia esperienza, il rumore, meno della criminalità, è il problema quotidiano più urgente quando si vive in quartieri a basso reddito e nelle loro immediate vicinanze. Si tratta del rumore umano nei quartieri neri, delle conversazioni per strada, nelle case e negli appartamenti, del rumore della musica ad altissimo livello sonoro in quelli ispanici e del rumore dei cani in quelli bianchi e, anche se non ho potuto leggere l'articolo completo a cui questo tweet era in risposta perché era a pagamento, e purtroppo non sono abbonata all'Atlantic, ma sono riuscita a capire da un'intervista con l'autrice dell'articolo su NPR che per lei il silenzio delle aree bianche, come quando frequentava l'università alla Brown, è opprimente e fondamentalmente contrario alla vita, alla gioia, ed in pratica frena altre espressioni di sé, ed imponendo il silenzio attraverso la gentrificazione, anche quelle culture vengono cancellate.

In sostanza, il silenzio e lo zittire sono effettivamente confusi con le sfumature del razzismo e dell'esclusione; l'autrice rende questo collegamento molto chiaro, ed è sicuramente vero che le aree non bianche sono in realtà molto più rumorose, e si può misurare: infatti, secondo uno studio del 2017, i quartieri in cui il 75% dei residenti era nero avevano un livello di rumore notturno di 46,3 decibel rispetto ai 42,3 decibel dei quartieri non neri, e nei quartieri in cui il 50% dei residenti era in povertà il livello di rumore notturno era di 46,9 decibel rispetto ai 44 decibel in cui c'era lo 0% di povertà.

Quindi la razza e la povertà sono effettivamente collegate a livelli di rumore notturno e generale più elevati, e questo è davvero importante, soprattutto per quanto riguarda i livelli di rumore notturno, perché è collegato al fatto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un livello di rumore notturno inferiore a 40 decibel per un sonno ottimale senza alcun disturbo; quando si hanno rumori più elevati si hanno disturbi che possono causare problemi di salute, il che è davvero interessante. E questo si verifica con un livello di rumore più alto nei quartieri più poveri e non bianchi si verificano per una moltitudine di ragioni: si pensi alla maggiore densità di persone, alla vicinanza alle autostrade, alle metropolitane, alle attività commerciali ed anche alla maggiore criminalità, che porta ad un maggior numero di sirene e di attività in strada.

Inoltre, le nostre città in generale sono diventate sempre più rumorose, come se vivessimo ai tempi di Schopenhauer: lui si lamentava dei cani che abbaiavano, dei bambini che piangevano e dello schiocco della frusta, ma non aveva a che fare con le cose con cui abbiamo a che fare noi, come le continue chiamate moleste, gli aerei, i rumori del traffico, od anche il ronzio dell'elettronica quotidianamente collegata.

Secondo un articolo pubblicato su Vox, nel 1912 il suono di un'autopompa era di 96 decibel da una distanza di 3,3 metri, mentre oggi le autopompe sono a 123 decibel da una distanza di 3 metri; quindi, mentre il nostro mondo sta diventando sempre più rumoroso in modi sui quali non possiamo avere alcun impatto diretto, in realtà ci infliggiamo ogni giorno più rumore volontario sotto forma di musica, video, podcast. Quando ceniamo abbiamo la TV accesa in sottofondo, abbiamo un'interruzione costante e si stima che il 98% della forza lavoro venga interrotto tre o quattro volte al giorno, con conseguente perdita di produttività e di denaro. Naturalmente, per le aziende e per la vita delle persone è necessario uno sforzo notevole per riorganizzarsi dopo un'interruzione, ed ho la sensazione che la percentuale di interruzioni sia molto più alta di 3 o 4 volte al giorno. Inoltre, siamo costantemente al telefono per ricevere chiamate, messaggi, notifiche e quant'altro, per cui tutto ciò equivale ad una vita interiore molto ridotta e ad una costante frammentazione mentale.

Ed oltre a questo, negli ultimi anni è cambiato qualcosa: abbiamo abbandonato tutte le buone maniere ed i limiti che mai si erano imposti prima per quanto riguarda i rumori che infastidivano gli altri: le persone hanno abbandonato tutte le buone maniere per quanto riguarda il rumore, perché ho notato che le buone maniere in materia di rumore vengono violate in modi sempre più plateali e sempre più frequentemente.

All'inizio era come se, mentre ero fuori per la mia passeggiata serale, arrivasse qualcuno con un enorme stereo portatile che suonava musica rap; ma poi i casi hanno cominciato a diventare sempre più gravi. Per esempio, il più bello che mi viene in mente di recente è stato: ero seduta in uno dei ristoranti più belli e costosi di Los Angeles quando un uomo si è seduto accanto a me, il ristorante era molto tranquillo, e quest'uomo si è seduto accanto a me ed a mia madre che stavamo mangiando, ed ha iniziato a conversare in viva voce a tutto volume; e quando questo accade interrompe non solo l'intera esperienza, ma anche l'impossibilità di conversare, di pensare e di godersi il cibo. Tutto ciò che si può fare è ascoltare la conversazione di questo tizio, quindi le aree ricche non sono più gli unici luoghi protetti dal rumore: tutti sperimentano una costante interruzione ed una costante cacofonia, sia essa esercitata su di noi dall'esterno od inflittaci dalle nostre abitudini di consumo dei media, e quindi perché questo è così importante?

Tornando a ciò che ho detto all'inizio, è che senza il silenzio non possiamo entrare in comunione con noi stessi, e quindi non possiamo entrare in comunione con Dio, e quindi ora penso che sia successo l'inverso, laddove, invece che il silenzio sia un imborghesimento come ha detto quella donna nell'articolo dell'Atlantic, penso che sia successo il contrario, dove in realtà siamo stati de-civilizzati dal rumore.

Quindi penso che se il silenzio è un grande civilizzatore ed una grande forza civilizzatrice, penso che il rumore sia un grande de-civilizzatore: senza il silenzio non si possono avere le idee, perché il silenzio è il luogo da cui provengono le idee che sono necessarie per la grandezza od anche solo per la sopravvivenza di una società. Pensiamo a uomini come Cartesio, per esempio: hanno portato molto alle società che erano così fiorenti durante il loro tempo, e tutto ciò derivava dalla loro dedizione al silenzio ed alla non interruzione. Senza silenzio non possiamo pensare e quindi non possiamo essere, non possiamo creare, non possiamo riflettere, esplorare, sognare, produrre, osservare, capire o fare praticamente qualsiasi cosa.

Un ultimo esempio della grandezza del silenzio è Beethoven: è diventato sordo, e nella sua sordità ha prodotto alcune delle più grandi composizioni musicali della sua carriera. E voi penserete: com'è possibile, come si può fare musica senza poter sentire? Perché la bellezza, l'arte e persino la musica nascono dal silenzio, da quella parte interna che porta la piccola voce di Dio.

In conclusione, perché l'Occidente ha smesso di produrre grandi menti come in passato? Potrebbe essere in parte dovuto alla mancanza di silenzio nel nostro mondo: le condizioni necessarie per produrre quel tipo di persone ed i pensieri che portano dentro di sé, la condizione del silenzio è una tale rarità che è diventata un lusso, e il silenzio è, di nuovo, importante per tutti noi, ricchi o poveri, bianchi o neri, dobbiamo riportare il silenzio nelle nostre città e nel nostro mondo se vogliamo salvare questa civiltà.

E quindi mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, è qualcosa... Credo che questo sia il mio argomento preferito di cui abbiamo parlato sulla guerra alla bellezza, perché è un modo così sottile in cui la bellezza è stata attaccata, perché non ci si accorge mai del silenzio, perché lo abbiamo raramente: è qualcosa che quando si sente è come... il suono del silenzio! Ti colpisce davvero!
Mi piacerebbe quindi sapere cosa ne pensate: lo notate anche voi? Sentite le persone che diventano sempre più rumorose e meno educate quando si tratta di rumore? Perché a me sicuramente capita. Spero che vi piaccia commentare ed iscrivervi, e ci vediamo al prossimo filmato.

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