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Abbondanza, Indipendenza, Libertà

La definizione di "economia" come "scienza della sopravvivenza" proposta qui è una definizione migliore di quelle che circolano perché è più fondamentale ed onnicomprensiva.
Queste ultime definiscono l'"economia" come "gestione dei fattori di sopravvivenza scarsi", limitandola così all'ambito dei fattori scarsi, o addirittura come "gestione dei fattori di sopravvivenza scarsi in termini dell'unità di misura chiamata denaro", limitandola così all'ambito dei fattori di sopravvivenza scarsi e visibili e misurabili attraverso l'unità di misura adottata, il denaro.

Escludere qualcosa da una definizione tende ad escluderlo dalla visuale, e se ciò che si esclude ha un peso nella vita, escluderlo non è saggio, non è igienico, e, di conseguenza, o è stupido o è in malafede.
Come in questo caso, che è la madre di tutte le esclusioni in malafede.

La prima versione limitata di economia citata condiziona a dare per scontato che tutto, che tutti i fattori di sopravvivenza siano necessariamente scarsi, e quindi condiziona a non concepire, e quindi non vedere, l'abbondanza.
La seconda versione limitata citata condiziona a dare per scontato che tutto sia misurabile in denaro, e quindi condiziona a non concepire, e quindi a non vedere, ciò che misurabile in denaro non è, od almeno non lo è immediatamente.

La produzione e lo scambio sono vitali per due motivi - o per meglio dire, in due dimensioni -, una materiale ed una immateriale:
il motivo, la dimensione, materiale è che la vita richiede fattori di sopravvivenza, i quali devono quindi essere prodotti, e l'equità od iniquità degli scambi è un incentivo o disincentivo alla loro produzione;
il motivo, la dimensione, immateriale è che la produzione e l'equità elevano lo spirito, mentre l'improduttività e l'iniquità lo degradano, con tutte le conseguenze del caso.

Nella dimensione materiale:

La scarsità di un fattore di sopravvivenza può essere reale o simulata, e più o meno risolvibile.
Nel problema correlato a questa soluzione abbiamo visto come indurre e sfruttare la scarsità sia uno strumento dei criminali e dei nemici dell'Umanità per dominarci, ricattarci, depredarci ed annientarci.
Da questo deriva che la scarsità dei nostri fattori di sopravvivenza è in una certa misura simulata in malafede da costoro.

La scarsità simulata si risolve ponendo fine al dominio dei criminali e dei nemici dell'Umanità. E non esistono surrogati.
La scarsità reale si risolve con il progresso vero, quello sano ed onesto. Non con il consumismo ipnotico.

Laddove, e sinché, un fattore di sopravvivenza è realmente scarso, si entra nell'ambito della definizione di economia come "gestione dei fattori di sopravvivenza scarsi", e si può entrare, e generalmente si entra, anche nell'ambito della definizione di economia come "gestione dei fattori di sopravvivenza scarsi in termini dell'unità di misura chiamata denaro".
Se c'è poca acqua, bisogna organizzarsi perché tutti ne abbiano equamente, e per questo torna comodo un mezzo di scambio.

Se si riesce a non lasciarsi condizionare dalle definizioni di economia adottate durante la scarsità di un fattore di sopravvivenza, ci può essere progresso vero, e quest'ultimo può risolverne la scarsità, rendendolo abbondante.
Se c'è acqua in abbondanza, non serve più organizzarsi perché tutti ne abbiano equamente, e per questo anche un mezzo di scambio non serve più.

Se l'abbondanza nella dimensione materiale è assicurata, a quel punto produzione e scambio, anche qualora non fossero più essenziali nella dimensione materiale, continuano ad esserlo nella dimensione immateriale.

Nella dimensione immateriale:

In questa dimensione si può considerare che il fattore di sopravvivenza sia la condizione, lo stato, in cui si trovano gli individui: migliore la condizione o stato di ciascuno di noi, meglio è per tutti; peggiore la condizione o stato di ciascuno di noi, peggio è per tutti.
In questa dimensione si può considerare la scarsità come sinonimo di condizione bassa, di cattivo stato, e l'abbondanza come sinonimo di condizione alta, di ottimo stato.
Ed ovviamente si può considerare come condizione alta una forte determinazione al Bene, definito in base alla definizione di etica del meglio a lungo termine per tutti e per tutto, niente e nessuno escluso o privilegiato, ed a gioirne, ed una condizione bassa come una determinazione contraria al Male ed a gioirne, oppure una assenza di determinazione.

i nemici dell'Umanità sono costantemente impegnati a convincerci che "la produzione dipende dal morale", ossia che il morale sia la CAUSA e la produzione l'EFFETTO.
Noi ora sappiamo che, guarda caso, la verità è l'opposto: "Il morale dipende dalla produzione", ossia che la produzione è la CAUSA, ed il morale è l'EFFETTO.
Se ci si lascia convincere che per produrre serva il morale, senza produrre il morale non salirà mai, e di conseguenza ci si intrappola in una spirale senza uscita di surrogati, alla ricerca di qualcosa che faccia salire il morale per poter produrre, e che non troveremo mai.
Se si è consapevoli che per far salire il morale serve produrre, si produce ed il morale sale, e questo è tutto.

I nemici dell'Umanità ci hanno fatto il lavaggio del cervello con una definizione di "produrre", di "produzione", di "prodotto" limitata, riduttiva, quasi degradante, tale per cui associamo a queste parole una lunga serie di elementi che consideriamo degradanti o addirittura spregevoli.
La definizione vera, etimologica, di "produrre" è: "portare in esistenza". Non è cosa da poco. E soprattutto non è affatto nè limitata, nè riduttiva, nè degradante: creare è forse la nostra missione più elevata.
La definizione migliore, perché più onnicomprensiva, stimolante, e quindi utile, di "produzione" è: "avanzamento in direzione di mete, scopi, obiettivi, risultati etici". Non è affatto qualcosa di limitato, riduttivo e degradante tipo: "magazzini colmi di ciarpame inutile o dannoso".
La definizione vera ed etimologica di "prodotto", quindi, è: "avanzamento etico portato in esistenza". Quante buone intenzioni ed energie sono state disperse a causa di una definizione di prodotto limitata, riduttiva e degradante tipo: "oggetto inutile o dannoso spacciato a fini di lucro, sprecando risorse che andrebbero invece impiegate per aiutare veramente"?

Di conseguenza, per conseguire abbondanza, ossia individui in condizione alta, in buono stato, facciamo in modo che possano produrre e producano con successo, in base alla definizione vera.
Di conseguenza, per lo stesso motivo, facciamo in modo che gli individui scambino in modo equo perché lo scambio equo incentiva la produzione, mentre lo scambio iniquo la disincentiva.
E questo in entrambe le dimensioni: materiale ed immateriale. Anzi, forse qui il confine fra i due ambiti inizia a sfumare, perché in qualsiasi dimensione si avanza in direzione etica.

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