La nostra educazione comprende il fare il punto di dove ci troviamo ed il metterci in grado di padroneggiare la nostra vita in tale contesto.
Noi siamo esseri sociali, ed abitiamo una dimensione che è materiale e piena di forme di vita.
In virtù della nostra lunga evoluzione in questa dimensione, siamo profondissimamente tarati per allinearci con tutto questo.
È semplicemente una conseguenza naturale e logica che la nostra educazione si basi sullo stare di fronte a chi vive accanto a noi, ed al luogo in cui viviamo, alla dimensione in cui viviamo.
È una conseguenza altrettanto naturale che i nemici dell'Umanità lavorino per indurci a NON stare di fronte ad essi.
Il termine "comunicazione" qui si riferisce a qualsiasi forma di contatto, trasmissione, percezione fra esseri ed esseri, e fra esseri e cose, lungo qualsiasi tipo di linea di comunicazione.
Il termine "disconnessione" qui si riferisce all'ostacolare, bloccare, tagliare le nostre linee di comunicazione con la dimensione in cui ci troviamo, con le cose e le forme di vita in essa, e la nostra abilità di stare di fronte ed esse.
Il termine "isolamento" qui si riferisce all'ostacolare, bloccare, tagliare le nostre linee di comunicazione con gli altri esseri e la nostra abilità di stare di fronte ad essi.
Il termine "riconnessione" qui si riferisce al liberare, sbloccare, riallacciare le nostre linee di comunicazione con la dimensione in cui ci troviamo, con le cose e le forme di vita in essa, e la nostra abilità di stare di fronte ad esse.
Il termine "ricongiungimento" qui si riferisce al liberare, sbloccare, riallacciare le nostre linee di comunicazione con gli altri esseri e la nostra abilità di stare di fronte ad essi.
Sarebbe utile soffermarsi su cosa significhi in termini pratici, concreti stare di fronte alla dimensione in cui ci troviamo. Prendiamo un paio di esempi, un contadino ed un musicista, ed osserviamoli alle prese con le loro professioni a confronto con altri che non siano nè contadini nè musicisti.
Il contadino ed il musicista hanno una profonda familiarità con i loro ambienti, i loro strumenti, i loro processi di produzione: si muovono nel loro ambiente operativo praticamente ad occhi chiusi, adoperano i loro strumenti in totale scioltezza, istante per istante dosano il tempismo, la misura, la forza di ciascun movimento alla perfezione, ed appianano qualunque asperità nel loro processo di produzione, rendendolo magicamente scorrevole e magari anche armonioso.
Non c'è bisogno di descrivere gli altri alle prese con gli stessi ambienti, strumenti, e flussi di produzione.
Sarebbe utile soffermarsi anche su cosa significhi, sempre in termini pratici, concreti, stare di fronte agli altri. Prendiamo un paio di esempi di qualcuno la cui mansione richieda di affrontare e superare gli atteggiamenti e le reazioni che allontanano le persone e creano attriti e problemi: un venditore onesto ed un volontario della protezione civile.
Il venditore onesto ed il volontario della protezione civile hanno una profonda familiarità con come e quanto gli individui ed i gruppi siano condizionati contro il proprio bene, e come la loro missione consista esattamente nel traghettarli attraverso questo condizionamento. Qualcuno ha detto che è come portare in salvo un grosso animale ferito affondato nelle sabbie mobili: difficile, pericoloso ed ingrato. Ma qualcuno deve pur farlo.
Non c'è bisogno di descrivere gli altri alle prese con lo stesso compito. Basti dire che non sono consapevoli che aiutare è una missione perché per riuscirci bisogna affrontare e risalire la corrente contraria, invece di lasciarsi trascinare da essa insieme a chi si vorrebbe aiutare.
Ciò detto...
Lo scopo, l'effetto, ed il conseguente ruolo strategico della disconnessione e dell'isolamento nella distruzione dell'educazione, dell'individuo, della comunità, della libertà e dell'Umanità dovrebbero essere chiari.
E le infiltrazioni della disconnessione e dell'isolamento dovrebbero saltare all'occhio in modo lampante.
Ci hanno indottrinato con il "distanziamento sociale": hai notato che lo hanno chiamato distanziamento "sociale", e non distanziamento "sanitario"? Ti sei chiesto perché?
Non è solo perché i satanisti sono convinti di dover "dichiarare le loro intenzioni".
È la cara vecchia ingegneria sociale: persuaderci a tradimento, para-subconsciamente, che socializzare sia male.
Disconnessione ed isolamento non sono soltanto l'applicazione diretta del principio "divide et impera", dividi e domina, tramite il quale una minoranza è in grado di dominare e schiacciare tutti.
Archimede ha detto: "Datemi un punto d'appoggio, e vi solleverò il mondo." Il nostro punto d'appoggio è il nostro legame, comunicazione, familiarità con chi e con cosa ci sta accanto, e con dove ci troviamo. Se possiamo esercitare la nostra forza per spingere, e per opporre resistenza, è perché i nostri piedi fanno presa saldamente sul terreno. Disconnessione ed isolamento sono quindi anche la dissoluzione di questo punto d'appoggio, e della nostra capacità di esercitare forza, nonché di averla in primo luogo.