Una volta chiaro che la causa è l'intenzione, il nostro primo dovere ed abilità è renderci conto che non è mai il martello, ma è sempre la mano che lo impugna.
Qui il "martello" sono gli strumenti digitali usati nell'educazione in generale, e nella scuola in particolare.
La mano che impugna questo martello sono i nemici dell'Umanità, delle cui intenzioni siamo ormai ben consapevoli.
Sappiamo che più una mano impugna un martello, e più lo plasma in funzione della sua intenzione, ma nel caso dell'effetto del digitale nell'educazione e nella scuola questo effetto è dovuto solo in parte a come il digitale viene piegato ai fini dei nemici dell'Umanità.
In parte tale effetto è dovuto a caratteristiche intrinsiche del digitale, e di sicuro i nemici dell'Umanità spingono il digitale anche per queste sue caratteristiche intrinsiche.
La funzione del digitale nell'educazione e nella scuola, tanto plasmata quanto intrinseca, è "mediare" - dove le virgolette stanno per "mediare, nel senso di bloccare": interporsi fra lo studente e la realtà degli altri, delle cose e di questa dimensione, allo scopo di impedirgli di raggiungere la realtà, di familiarizzarsi con essa, e d'imparare a padroneggiarla e quindi a viverci.
Qualunque metodo educativo che isoli dalla realtà non è un metodo educativo. È il suo contrario.
È soppressione, ed assecondarlo è essere una mina vagante.
Capisciammè...
E questo perché lo scopo del digitale nell'educazione e nella scuola è la disconnessione e l'isolamento.