Sappiamo che le persone fisiche devono sopravvivere, e che di conseguenza anche le persone giuridiche che danno loro da vivere devono sopravvivere, ed è quindi comprensibile che per garantirsi la sopravvivenza a lungo termine possano tendere a spostarsi dalla vendita, intrinsecamente una tantum, al canone, tendenzialmente ricorrente.
Sin qui la relazione del fornitore con il cliente può essere etica, entro un certo limite.
Sappiamo però che il mondo è sottoposto all'influenza dei nemici dell'Umanità tramite la soppressione dell'economia per mezzo della manipolazione monetaria, che la manipolazione monetaria erode i margini di sopravvivenza, che la manipolazione monetaria e l'erosione dei margini sono alla radice del consumismo, il quale contribuisce al degrado dell'Umanità, e che tutte queste cose spingono la tendenza del fornitore a spostarsi dalla vendita al canone oltre quel certo limite.
Qui la relazione del fornitore con il cliente inizia ad essere non etica.
Sappiamo inoltre che i nemici dell'Umanità perseguono per mezzo della manipolazione monetaria il monopolio e l'esproprio strisciante conseguente, che il monopolio è nemico dell'Uomo in qualsiasi forma senza eccezioni, e che il fine ultimo dei nemici dell'Umanità è la riduzione dell'Umanità allo stato di ameba, la sua riduzione in schiavitù, ed il suo annientamento. E sappiamo che di conseguenza i nemici dell'Umanità trasformano il fornitore in un monopolista, controllano i suoi controllori, e quindi spingono la tendenza del fornitore a spostarsi dalla vendita al canone oltre ogni limite e la usano per attuare l'esproprio strisciante.
Qui la relazione del fornitore con il cliente è totalmente non etica.
Di conseguenza propugnamo il ripristino totale della proprietà privata.
Questo significa:
Riaffermazione della definizione di proprietà privata: godimento pieno ed assoluto.
Sancire come reato penale QUALSIASI violazione della PIENA definizione di proprietà privata.
A questo scopo, verificare le fattispecie giuridiche di reato esistenti per vedere se ne esistano di adatte od adattabili ed adattarle, o se non ve ne sono crearne una apposita.
Il nome di tale fattispecie potrebbe essere, appunto: violazione della piena proprietà privata.
Smantellamento di tutti i monopoli ed oligopoli in qualsiasi campo senza eccezioni.
Contrastare e spazzare via il modello d'affari, la strategia del noleggiare invece di vendere.
Quand'anche fra cliente e fornitore esista un rapporto continuativo a canone, l'oggetto del rapporto è proprietà piena ed assoluta del cliente - e con oggetto s'intende compreso qualunque suo componente sino all'ultimo bullone o riga di codice informatico - e quindi il fornitore non può in nessun caso interferire con l'esercizio della proprietà privata di tale oggetto da parte del cliente nè inibirlo in qualsiasi modo.
Un caso tipico, da considerare in sè, e come esempio:
Nell'ambito dei dispositivi elettronici e relativi programmi, il produttore ed il fornitore non possono imporre aggiornamenti dei programmi, nè aggiornamenti o requisiti di parola chiave, nè autorizzazioni a più fattori od altro, nè impedire l'uso del prodotto al cliente se non ottempera, il che significa anche che non possono rendere inutilizzabile il prodotto in tutto od in parte per mezzo di modifiche, aggiornamenti od altro del prodotto stesso, o di altri dispositivi o programmi necessari al suo funzionamento, nè comunque in generale tramite pratiche di obsolescenza programmata dirette, sul dispositivo interessato, od indirette, su altri dispositivi necessari al suo funzionamento.
Atti del genere sono pratiche monopoliste, soppressione dell'Umanità, e reati penali: appropriazione indebita, danneggiamento, ricatto, estorsione, e quant'altro reato si possa configurare. E come tali sono perseguiti.
Per chi non si rende conto della gravità e quindi dell'importanza di questo, facciamo il paragone con la propria casa:
Supponiamo che qualcuno, quando lo decide arbitrariamente, venga e ti cambi la serratura. Quando vuoi uscire, o quando rientri, ti ritrovi chiuso dentro, o chiuso fuori da CASA TUA.
E se vuoi uscire od entrare, devi obbedire a quello che ti impone questo qualcuno. Se non obbedisci resti imprigionato dentro. O chiuso fuori all'addiaccio. Da CASA TUA.
E se vai a cercare aiuto dalla collettività, a cominciare dalla forza pubblica e dai giudici, loro danno ragione a quel qualcuno, non a te. Riguardo al tuo diritto di disporre di CASA TUA.
Come dice il poeta...
È chiaro, o faccio un disegnino?
E allora rendiamoci conto che per quanto evidente questo è solo un paragone limitato, per cui ora espandiamolo ad ognuno degli ambiti della nostra vita, sia già toccati con mano, sia al momento solo immaginabili.
E magari, perché ci sia più chiaro, facciamo un disegnino...