La questione etica del conflitto d'interessi del becchino miope.
C'era una volta un becchino, che viveva in uno sperduto e polveroso villaggio del lontano ovest; era il classico villaggio da film, con all'ingresso il cartello con il numero di anime che ci vivono, e quel numero era molto basso: praticamente quattro gatti.
Ogni volta che qualcuno tirava le cuoia, per una sparatoria dei banditi nel saloon, o qualsiasi altro motivo, il becchino si fregava le mani.
A lui interessava soltanto che la gente tirasse le cuoia, e del resto se ne fregava. Siccome era una società selvaggia, la gente tirava le cuoia spesso, ed altrettanto spesso lui si fregava le mani, e continuava a fregarsene del resto.
Arrivò il giorno in cui si ritrovò ad essere l'unico abitante del villaggio: nessuno che mettesse al mondo qualcun altro che un domani tirasse le cuoia, nessuno che gli pagasse il conto per chi tirava le cuoia, nessuno che tirasse le cuoia.
Il becchino miope è chiunque si trovi nella posizione in cui il suo interesse immediato è in conflitto più o meno frontale con il bene comune.
Il becchino miope pensa al proprio "interesse" immediato, e al diavolo tutto il resto, compreso quindi anche il suo stesso interesse futuro, dato che il bene o è comune o prima o poi presenta il conto.
Riconoscere questa condizione nelle più disparate circostanze individuali ed ambienti socioeconomici è un importante esercizio che chiunque dovrebbe fare.
Infiniti sono i panni sotto i quali si cela il becchino miope... ne vogliamo parlare? Gli operai delle fabbriche di armi e di farmaci fatti per non guarire, i dirigenti di multinazionali che vanno in giro a comprare aziende per spremerle e distruggerle, i programmatori di programmi che spiano ed ipnotizzano, i piloti di linea che si prestano alla geoingegneria, i ricercatori dell'ibridazione uomo-macchina, i politicanti che ci sono o ci fanno mentre lavorano contro il popolo... continua tu.
Probabilmente si potrebbe dire che qualsiasi stupido o disonesto è un becchino miope.
Il becchino che ci vede bene, invece, è consapevole del problema rappresentato dal suo conflitto d'interessi:
Se lo risolvo, come faccio a campare?
Mentre lo risolvo, come faccio a campare?
Qui entra in gioco la funzione socioeconomica della comunità come ammortizzatore, e la moneta, il mezzo di scambio, come strumento di questa ammortizzazione: rendere possibile e sostentare il passaggio del becchino ad una produzione etica, garantendone la sopravvivenza durante il passaggio, tramite l'ammortizzazione, e dopo di esso, tramite appunto la possibilità e l'esistenza di una produzione etica.
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