L'accelerazione mediatica altro non è che un'applicazione della tecnica di ingegneria sociale dell'Ipnosi.
Stiamo parlando di qualcosa che viene colloquialmente definito "bombardamento mediatico", ed uno dei motivi per cui tale termine è decisamente pertinente è che l'accelerazione mediatica fa parte della guerra non convenzionale che i nemici dell'Umanità stanno combattendo contro di noi.
Iniziamo a descrivere cos'è l'accelerazione mediatica dal suo metro di misura: il numero di elementi percepibili nell'unità di tempo.
Immaginiamo di prendere un metronomo e di usarlo per suddividere il tempo in unità: un secondo, un istante, lo spazio fra un rintocco e l'altro del metronomo; quanti elementi percepibili ci vengono lanciati all'interno di ciascuno di quegli intervalli?
Proseguiamo la sua descrizione da ciò che stiamo misurando: gli elementi percepibili presenti.
Come punto di partenza, suggerisco la scena del film Matrix in cui Morpheus inizia a mostrare a Neo che vivono in una finzione, partendo dalle sue basi: in questa scena, i due protagonisti si trovano in uno spazio bianco completamente vuoto, che Morpheus chiama "struttura", termine con il quale intende lo spazio tridimensionale caratteristico della dimensione in cui ci troviamo. Ecco, questo è un esempio di zero elementi percepibili nell'unità di tempo, o quasi: uno spazio visivo e sonoro praticamente vuoto.
Da qui proseguiamo facendo degli esempi e dei paragoni: sceneggiati, notiziari, pubblicità, filmati musicali.
In ciascuna di queste categorie di trasmissioni, paragoniamo il numero di elementi percepibili nell'unità di tempo presenti in una trasmissione risalente ad una cinquantina d'anni fa con quelli presenti in una trasmissione di oggi della stessa categoria.
Esaminiamo il numero di elementi percepibili nell'unità di tempo negli sceneggiati (qui ci sono molti esempi) e nei filmati musicali (qui ci sono molti esempi) anni '60 e '70; non facciamoci fuorviare da ciò che balza subito all'occhio, il fatto che siano in bianco e nero e non a colori; è vero che il bianco e nero è in sè un numero di elementi percepibili inferiore ai colori, ma vedremo che la differenza non si ferma lì, tutt'altro; possiamo infatti misurare questo numero in vari aspetti: ad esempio montaggio, scenografia, colonna sonora.
Montaggio: quanto frequentemente, a che velocità cambiano le inquadrature?
Scenografia: quanti elementi percepibili contiene ciascuna inquadratura?
Colonna sonora: quanti elementi percepibili contiene la colonna sonora?
Esaminiamo un tipico sceneggiato anni '60 e '70:
Montaggio: le inquadrature durano dei secoli.
Scenografia: il vuoto la fa da padrone in ciascuna inquadratura; spazi vuoti, superfici disadorne, pochissimi elementi percepibili.
Colonna sonora: quasi nulla oltre le voci dei personaggi, e musiche e rumori sporadici.
Esaminiamo una tipica serie televisiva odierna:
Montaggio: le inquadrature durano molto, molto meno.
Scenografia: il pieno la fa da padrone in ciascuna inquadratura; che si tratti di interni od esterni, ambientazioni realistiche o fantastiche, sono sempre ingombre di elementi percepibili.
Colonna sonora: sbaglio, od ormai siamo così assuefatti alle convenzioni del commento musicale da esser capaci di dire ad occhi chiusi cosa sta per accadere solo ascoltando la colonna sonora? Se siamo a questo punto, vuol dire che la colonna sonora è imbottita ad un punto tale che ciò di cui è imbottita è penetrato in noi al di sotto della nostra consapevolezza.
Esaminiamo un tipico filmato musicale anni '60 e '70:
Montaggio: le inquadrature durano anche qui dei secoli, tant'è che il fatto che non lo si notava indicava che eravamo abituati ad un comportamento dell'inquadratura normale, ossia realistico, simile a quello di un osservatore reale nel mondo reale.
Scenografia: anche qui il vuoto la fa da padrone in ciascuna inquadratura; spazi vuoti, fondali neutri, solitamente gli unici elementi percepibili sono ciò che produce la musica che ascoltiamo, musicisti e cantanti, con al massimo l'aggiunta di ballerini, a loro volta sobri come le scenografie.
Colonna sonora: nulla più di una musica di per sé sobria e lineare.
Esaminiamo un tipico filmato musicale contemporaneo:
Montaggio: frenetico, la durata di un'inquadratura si misura in millesimi di secondo.
Scenografia: il pieno la fa da padrone in ciascuna inquadratura ancora più che nelle serie televisive; è difficile trovare uno spazio, una superficie, che non siano pieni sino all'inverosimile di elementi percepibili.
Colonna sonora: anche qui ovviamente il pieno la fa da padrone, attraverso una musica la cui critica apre un capitolo a sè stante, anche se qui possiamo limitarci a dire che è praticamente relegata al ruolo di contorno, e soprattutto di rumore.
I filmati musicali in particolare rappesentano l'apice di tutto questo: se esaminassimo un tipico filmato musicale contemporaneo alla moviola, ci occorrerebbero giorni e giorni per prendere atto consapevolmente di ogni elemento percepibile presente in ogni inquadratura.
Dunque?
Bombardamento mediatico. Tecnica di ingegneria sociale: ipnosi tramite sovraccarico.
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Chiediti perché una pubblicità ed un filmato musicale hanno un numero di elementi per unità di tempo superiore a sceneggiati e notiziari: solo perché hanno meno tempo? O non forse perché la loro carica ipnotica è superiore?
Fattore: inflazione psicologica.
Fattore: spirale dei surrogati.
Per offrire un termine di paragone che aiuti a rendersi conto di quello che viene definito "bombardamento mediatico", le generazioni più giovani solitamente non sanno, e le meno giovani spesso non ricordano, che, così come "c'era un tempo" in cui nei giorni festivi ci si riposava, così pure "c'era un tempo" in cui, ad un certo punto, le trasmissioni finivano, e poi ricominciavano: