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Trappola Informatica

L'evoluzione dell'informatica viene fatta diventare una trappola.

Il settore richiede molto lavoro, e quindi in esso c'è molta richiesta di impieghi stabili; di conseguenza l'evoluzione dell'informatica viene studiata in modo da usare l'obsolescenza programmata per creare una dipendenza programmata con cui legare il cliente in modo permanente.

Questo genera a) cambiamento ossessivo e fine a sè stesso con tutte le relative conseguenze, e b) una frequenza di aggiornamenti che ha raggiunto e superato i limiti del parossismo.

Per legare il cliente si cerca di rendere gli aggiornamenti obbligatori, e per spremerlo si cerca di renderli non retrocompatibili.

Inoltre l'informatica è di una complessità immensa, quindi tende a suddividersi in una quantità innumerevole di componenti complementari che devono andare d'accordo e funzionare, ed ognuno di essi tende ad aggiornamenti parossistici, obbligatori, non retrocompatibili, generando una potenziale quantità immensa di problemi di compatibilità fra componenti.

Fatti questa domanda: se ogni osso, nervo e muscolo del corpo che ti porta in giro fosse soggetto ad aggiornamenti obbligatori, parossistici e non retrocompatibili nè reciprocamente compatibili, cosa succederebbe alla tua vita ed alla tua libertà?

Senza contare che tutto l'incremento di prestazioni prodotto dal progresso dei dispositivi viene scientemente sprecato in una complicazione dei programmi totalmente superflua e controproducente, per cui spesso ci si ritrova nel paradosso in cui, con gli strumenti più moderni, o non si riesce più a fare quel che si faceva con gli strumenti più vecchi, o lo si fa peggio.

Il risultato è che sia gli operatori che gli utenti dell'informatica vedono una quantità sempre crescente del loro tempo e delle loro energie risucchiata dai frutti avvelenati dell'obsolescenza programmata, il cambiamento ossessivo e la dipendenza programmata dagli aggiornamenti, e la proporzione della quantità assorbita in questo modo ha ormai raggiunto e superato ogni limite ragionevole.

Per fare un paragone con un'automobile, con l'informatica ci ritroviamo per le mani un'auto che richiede più tempo e risorse di quelle che abbiamo solo per essere manutenuta, senza mai uscire dall'autorimessa e portarci da nessuna parte.

Questa non è solo pura follia: questa è malafede.

Per un verso, si tratta di una forma di ruota del criceto: assorbe il nostro tempo e le nostre energie allo scopo di lasciarcene permanentemente privi.

Per un altro verso, si tratta di una forma di esproprio strisciante: il controllo di fatto sugli strumenti che sono di nostra proprietà, e sull'uso che ne facciamo, si sposta progressivamente sempre più nelle mani di coloro che ce li hanno forniti, e che sono in grado di condizionarci arbitrariamente nell'uso di ciò che è di nostra proprietà, allo scopo di farci progressivamente dimenticare il concetto stesso di proprietà, e quindi assuefarci ad essere di fatto schiavi.

Un esempio sia di ruota del criceto che di esproprio strisciante sono le credenziali digitali che ci vengono imposte.
Veniamo indotti, quando non addirittura costretti, ad usufruire di un numero spropositato di "servizi" digitali, e ciascuno ci obbliga a creare delle credenziali, ci impone che abbiano un certo grado di complessità, e ci impone di cambiarle con una data frequenza e secondo certe regole, come ad esempio che siano sempre diverse.

Per renderci conto di che cosa stiamo parlando, dobbiamo fare il paragone con le chiavi di casa nostra.

In una chiave fisica, l'informazione necessaria ad aprire la serratura è contenuta nella chiave; in una credenziale digitale quell'informazione è contenuta nella nostra mente.
Se al posto di una chiave ne abbiamo dieci, le dieci informazioni necessarie sono contenute tutte nelle chiavi.
Se veniamo indotti, oppure costretti, ad usufruire di dieci servizi digitali, al posto di una credenziale ne abbiamo dieci, e le dieci informazioni necessarie sono tutte nella nostra mente.
Se siamo costretti a cambiarle dieci volte all'anno, ed obbligati a che siano sempre diverse, in un anno diventano cento.

È chiara la ruota del criceto?

Supponiamo poi che blocchino le serrature di casa nostra, e ci obblighino a cambiarle, quando e come vogliono, chiudendoci fuori di casa nostra.

È chiaro l'esproprio strisciante?