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Inflazione Linguistica

Così come l'inflazione è il denaro che perde potere d'acquisto, l'unità di moneta perde cioè valore rispetto ai prodotti, i beni ed i servizi, in modo simile, il termine "inflazione linguistica" indica la perdita di significato della lingua, le parole che perdono valore rispetto ai significati, ovvero diminuiscono nella propria capacità di esprimerli.

Tutto è considerazione condivisa, quindi, sia nel caso del denaro che in quello della lingua, la perdità di valore è la considerazione che abbiano meno valore.
La differenza sta nel fatto che, laddove la considerazione che la moneta abbia meno valore deriva da una consapevolezza, la consapevolezza che la quantità di moneta in circolazione sia aumentata a parità di prodotto esistente, nel caso delle parole questa considerazione può derivare da una inconspevolezza, l'ignoranza dell'esistenza stessa delle parole, oppure da una consapevolezza, la pretesa di riscriverle.

L'ignoranza è il puro e semplice non sapere che le parole per esprimere certi significati già esistono, e di conseguenza l'inventarsi, dal fondo della propria imperdonabile ignoranza, o l'accettare da altre fonti altrettanto imperdonabilmente ignoranti, altre parole per esprimere quegli stessi significati.

L'arroganza è il bisogno di sentirsi importanti attraverso lo sminuire gli altri, e nel caso della lingua si estrinseca con la pretesa di sostituire le parole che già esistono con delle altre di propria scelta per indicare gli stessi significati.

Va da sè che ignoranza ed arroganza, oltre che entrambe imperdonabili, molto facilmente vanno a braccetto, in questa spregevole distruzione della propria stessa lingua madre.

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