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Distruzione della Libertà

Forse più che su ogni altro, gli animi più luminosi hanno gettato più luce per tutti noi sul tema della libertà.
Per cui non c'è spazio qui per tutta quella luce.
C'è spazio solo per tracciare la piega delle cose, man mano che scivolano nell'oscurità.

La distruzione della libertà è una scienza antica, che è stata perfezionata nel tempo.

E la distruzione perfetta della libertà è quella che non lascia tracce.
Tracce di libertà.
Tracce di desiderio di libertà.
Tracce di consapevolezza della libertà.

Nel primo stadio l'élite usa la forza. Ma la forza lascia un po' a desiderare:
Gli aguzzini vanno comprati e mantenuti fedeli. E ne servono tanti.
Gli schiavi si rendono conto delle catene, delle fruste e degli aguzzini.
Il tutto contribuisce ad una schiavitù giusto un filo instabile.

Nel secondo stadio l'élite usa la paura. Ma anche la paura può lasciare a desiderare:
La paura va alimentata con emergenze perpetue, e rilanciarle all'infinito per superare la desensibilizzazione ed il disincanto è alquanto impegnativo, se non alla lunga insostenibile.

Per inciso, in ogni caso la dimostrazione che i nemici dell'Umanità e della Vita sanno il fatto loro è la potenza del cavallo di Troia che hanno scelto - la paura -, e la dimostrazione della potenza della paura è quanti rinunciano alla libertà nonostante l'ovvietà di questi fatti:
Come fa il crimine organizzato a vendere la sua "protezione"?
È stato detto: "Se permetti al governo di infrangere la legge durante un'emergenza, loro creeranno emergenze per infrangere la legge."
Ultimamente circola una vignetta con due che si dicono: "Ecco fatto: con questa iniezione i suoi diritti costituzionali sono rinnovati sino alla prossima scadenza." "Grazie mille; per me la libertà è tutto."
In ultima analisi, come ha detto Benjamin Franklin: "Coloro che sono pronti a dar via la libertà fondamentale per ottenere un poco di temporanea sicurezza non meritano né la libertà né la sicurezza [e perderanno entrambe molto presto]."

Nel terzo stadio l'élite usa l'illusione della libertà. Che in quanto illusione può difettare in solidità.
Se i carcerieri convincono i prigionieri che la libertà consiste nello scegliere le tendine per le sbarre alle finestre, i prigionieri si convinceranno di essere liberi.
Ed ahimè, spesso l'illusione può essere meno instabile della forza e della paura.

Nel quarto stadio l'élite usa il ripudio della libertà. Che, sinché dura, funziona bene.
Qui si passa dalla rinuncia sotto costruzione al ripudio volontario.
Il termine ripudio è più appropriato del termine rifiuto perché l'essere umano nasce libero, ma può ridursi abbastanza in basso da fuggire dalla libertà.
Ed ahimè, più in basso si riducono gli esseri umani, più stabile è il ripudio.

Nel quinto stadio l'élite usa l'inconsapevolezza della libertà.
Così come un edificio non può essere migliore dei suoi mattoni, ed una valutazione non può essere migliore dei dati su cui si basa, così non si può desiderare ciò di cui non si è consapevoli.
Ed ahimè, l'inconsapevolezza può essere un pozzo senza fondo, da cui il ritorno può essere arduo.

Johann Wolfgang von Goethe ha detto: "Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo." Ma noi abbiamo visto che l'élite ha perfezionato metodi persino peggiori di distruggere la libertà.
Infatti, forse Aldous Leonard Huxley ha detto: "La dittatura perfetta avrà la sembianza di una democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri nemmeno si sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo ed al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù."
Perciò qui la domanda è: c'è un altro stadio?
Ahimè, sì.

Nel sesto stadio l'élite rimuoverà la fonte stessa del loro problema.
Qual è il soggetto della libertà? Quello che o è libero o è schiavo?

L'essere umano.

Tu.

Il nome del sesto stadio è: transumanesimo. Se riescono a trasformarti da essere umano a macchina, il loro problema è risolto alla radice.

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