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Razionalità e Logica

Una definizione di razionalità (dal Latino ratio, facoltà della ragione), utile anche perché contiene una gradazione:
tanto più sottili sono le differenze e le similitudini che si riescono a cogliere, tanto più si è razionali;
tanto più si fa di ogni erba un fascio, tanto più si è irrazionali.

I termini ragione e razionalità presentano un'ambiguità perché in Italiano il termine ragione implica che lo scopo del ragionamento è avere ragione: dunque, avere ragione su chi o cosa?
Un conto è avere ragione di problemi nel senso di risolverli a beneficio di tutti, tutt'altro conto è avere ragione dei propri simili nel senso di sconfiggerli e danneggiarli a proprio supposto beneficio.
La definizione di etica come obiettivo presente nella sezione Soluzioni & Proposte risolve definitivamente tale ambiguità: la ragione e la razionalità etiche sono quelle a beneficio di tutti. Beneficio reale, non fasullo. Quindi l'assenza di ragione e l'irrazionalità non etiche sono quelle a danno reale di tutti.

Da questa definizione di razionalità derivano gradi di razionalità crescente nella logica:
Logica ad un solo valore: esiste un solo valore, fisso, e qualsiasi fatto deve corrispondere ad esso. Esempio: "Mettiti la maglia di lana!" "Ma ci sono quaranta gradi!" "Mettitela e basta!"
Logica a due valori: esistono solo due valori, vero o falso, bianco o nero, e qualsiasi fatto deve corrispondere all'uno od all'altro. Esempio: "O sei con noi o sei contro di noi!" "Aspetta un momento, ..." "Allora sei contro di noi!"
Logica a valori infiniti: esistono valori infiniti, come i punti in geometria, così che siano i valori a corrispondere ai fatti nel modo più preciso possibile (e non il contrario come sostenuto da quelli che o ci sono o ci fanno). Esempio: "Quant'è il valore di Pi Greco?" "3,14159265358979..." "Grazie; è compreso fra 3,1415 e 3,1416?" "Sì." "Bene."

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