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Sabotaggio della Staffetta Generazionale

Quando l'Italia è passata dal dopoguerra al boom economico, il motto dei genitori era "non voglio che mio figlio passi ciò che ho passato io".
Come si suol dire, ci siamo cascati con tutte le scarpe.
In cosa?
Abbiamo evitato ai figli ogni possibile difficoltà: il detto dice "allevarli nella bambagia", e noi, nella bambagia, li abbiamo affogati.
Abbiamo mancato di svolgere la nostra funzione primaria e vitale di genitori, subito dopo quella di dare la vita: educare. Costruire individui saldi nello sguardo, e saldi sulle proprie gambe.

L'errore è stato confondere due cose distinte credendole la stessa cosa: opprimere ed educare.
Opprimere significa sottoporre i figli a condizioni il cui risultato finale è pregiudicarne la sopravvivenza.
Educare significa sottoporre i figli a condizioni il cui risultato finale sia, al contrario, garantirne la sopravvivenza.
Abbiamo confuso educazione ed oppressione, abbiamo creduto che educare significasse opprimere, e quindi non abbiamo educato.
Un errore fatale.

Quando grazie al boom economico molti si sono messi in proprio, in Lombardia è nata una macchietta: "il Sciur Brambilla con la sua fabbrichetta".
Questo stesso errore fatale, quando commesso fuori casa e nella fabbrichetta, diventa più chiaro in termini di staffetta generazionale.
La descrizione completa della macchietta è: "Il Sciur Brambilla & Figli con la loro fabbrichetta; creata dal Sciur Brambilla che s'è fatto da sè, distrutta dai suoi Figli cresciuti nella bambagia."
Educare significa anche sottoporre i figli a condizioni il cui risultato finale sia garantire la sopravvivenza di ciò che con tanta fatica si è creato. Significa mettere i propri figli in condizioni di partire da dove si è arrivati, e da lì proseguire in avanti, non rovinare indietro.
Anche qui nella fabbrichetta, non solo in casa, abbiamo confuso educazione ed oppressione, e quindi non abbiamo educato.
Un errore fatale.

La bambagia non è solo dannosa; è pericolosa: quando impedisci a qualcuno di essere, e quindi di sentirsi, parte di qualcosa è molto facile indurlo a sentirsi nemico di ciò da cui lo hai escluso.
Un errore fatale.
Con tutte le immaginabili conseguenze del caso.
Quando "non voglio che mio figlio passi ciò che ho passato io" diventa impedire ai figli di essere parte del mondo reale, e di ciò che hai costruito, i figli non avranno solo la testa fra le nuvole, nuvole fatte di idee staccate dalla realtà, ma soprattutto saranno incapaci di misurarsi con la realtà, forse arriveranno al punto di essere nemici della realtà, ed in ogni caso, involontariamente oppure volontariamente, distruggeranno quello che con tanta fatica hai costruito.

Se ci stupiamo di cose così semplici ed ovvie, allora è il momento di stupirci di noi stessi, nel senso di stupirci di come abbiamo potuto lasciarci sviare da cose così semplici ed ovvie, ed è il momento di chiederci chi e come, oltre a noi stessi, ne sia il colpevole.
Abbiamo commesso un errore fatale.
Chi e come ci ha spinto a commetterlo?
Gli stessi che si danno tanto da fare per convincerci che sia normale, ed inevitabile.

Ma la staffetta generazionale non viene sabotata solo da un lato; viene sabotata da entrambi i lati.
Viene sabotata dal lato di chi deve trasmettere: i genitori, e viene sabotata anche dal lato di chi deve ricevere: i figli.

Un cavallo di Troia usato dai nemici dell'Umanità per distruggere dal lato dei figli il passaggio del testimone fra le generazioni è stato distruggere il mondo ed il futuro, e gettare i figli nell'apatia e la colpa sui genitori: i veri colpevoli sono i nemici dell'Umanità che attraverso la manipolazione monetaria si sono comprati il mondo per distruggerlo senza che ce ne accorgessimo, dopodiché hanno usato ogni forma d'ingegneria sociale, in primis media e propaganda, per far ritenere ai figli che non ci sia nulla da fare, in modo da produrre lo spaventoso effetto collaterale dell'apatia, per cui se nulla ci si può fare allora nulla conta, ed al contempo per gettare sui genitori la colpa di questo mondo distrutto, in modo da aizzare il risentimento dei figli, bruciante o sordo che sia, perché faccia da barriera contro la staffetta generazionale: se i genitori sono colpevoli di aver distrutto il mondo, allora di sicuro non hanno nulla di buono da tramandare, ma vanno solo gettati nella discarica della storia...

Un altro cavallo di Troia usato dai nemici dell'Umanità per distruggere dal lato dei figli il passaggio del testimone fra le generazioni è stato il pretesto che il bagaglio delle generazioni precedenti sia reso "obsoleto" dalla "velocità" della "modernità": i giovani sono così stati indotti all'"arroganza" di ritenere che tutti quelli che sono più grandi di loro non abbiano nulla da dirgli.
Tutti i termini fra virgolette nella frase precedente sono a loro volta cavalli di Troia:
L'"arroganza" è creata ad arte travestendo da "educazione" il lavaggio del cervello dei giovani, per trasformare la loro energia in egocentrismo, la loro apertura in chiusura: rendi arrogante il tuo schiavo, e non guarderà mai fuori dalle sbarre.
La "obsolescenza" e la "velocità" sono solo ruota del criceto. Quando le cose ci fanno fretta, è ora di sentire puzza di bruciato.
La "modernità" è solo la trappola della spirale dei surrogati: togliendo di nascosto ciò che conta, si trasforma la gente in burattini impazziti, smarriti in una ricerca di surrogati che non avrà mai fine nè mai condurrà in nessun luogo, perché mai i surrogati sostituiranno ciò che conta: l'originale.
E convincendoli che ruote del criceto e surrogati siano cosa buona e giusta, ci si assicura di tenerli smarriti alla deriva nel labirinto, palline impazzite nel flipper che ad ogni rimbalzo distruggono qualcosa, e lontani dalla via d'uscita: la verità.

E la verità è fatta di assoluti, che come luce, suono e gravità non cambiano mai, nè nel tempo nè nello spazio, nè mai si piegano ai capricci, alle perversioni, alle mire oscure di alcuno.