Ogni figlio minore è a rischio di venire strappato ai propri genitori, ogni genitore è a rischio che gli vengano strappati i figli minori. Il tutto, in balìa del capriccio di giudici ed assistenti sociali.
Questa è una descrizione della situazione basata su un'intervista del Magistrato Francesco Morcavallo del tribunale dei minori di Bologna, poi dimessosi proprio per evitare di farsi complice di pratiche di affido sospette:
La maggior parte dei giudici minorili ordina la sottrazione dei minori alle famiglie, ed in realtà non c'è nessun supporto normativo che giustifichi un prelievo contro la volontà del bambino o dell'adolescente, che non è suscettibile di essere sequestrato, tanto meno nelle ipotesi di conflitto fra i genitori. Non esiste una normativa eppure viene fatto; si interviene con strumenti autoritativi che sono simili a quelli degli ordinamenti totalitari.
Ci sono delle cause ben precise per le quali ciò avviene; cause di tipo economico e di controllo sociale: questi bambini che vengono prelevati forzosamente entrano in un circuito di mercato, il mercato degli affidamenti, il mercato delle adozioni. C'è un interesse enorme, un interesse di tipo economico, di un miliardo e mezzo, due miliardi di euro l'anno in Italia. Gli enti privati ed istituti religiosi, in cui questi bambini prelevati forzosamente vengono ricoverati, ricevono denaro pubblico, per ciascun bambino ricoverato, per ciascun giorno di ricovero.
Ed i bambini vengono sottratti alla famiglia anche quando c'è una rete parentale che potrebbe comunque sopperire. Il primo motivo è che il procedimento viene avviato senza sentire nessuno. Il secondo è che affidare i figli ai parenti non frutta danaro a nessuno.
E la cosa grave è che questo avvenga per il tramite di istituzioni, cioè assistenza sociale e magistratura che sono fortemente contaminate da questa tipologia di interessi.
I giudici designano la rete che delibera, decide e fa le perizie, dopodiché sono loro a decidere l'allontanamento del minore. E c'è una pericolosa e pervasiva contaminazione che riguarda la magistratura e le istituzioni di garanzia del funzionamento della magistratura, come il Consiglio Superiore della Magistratura che, pur conoscendo la situazione, non si è mai speso per tutelare i cittadini, ma piuttosto per tutelare i giudici accusati di mettere in opera questo sistema fortemente pericoloso, e fortemente incisivo sulla società.
Non si tratta di un numero trascurabile di casi: i minori allontanati, per lo più immotivatamente, sono in Italia trentacinquemila.
Guarda caso, non c'è più una causa di separazione senza "valutazione della capacità genitoriale", utilizzo di consulenza tecnica di ufficio, ecc.
Nel novantanove percento dei casi non ci sono motivazioni su fatti, ma giudizi sulla personalità, o del minore, o dei genitori, fondati solo su sospetti. Anche a dispetto di evidenze contrarie, come bambini che vanno bene a scuola, ecc.
Molte di queste sentenze si basano sul concetto di "incapacità genitoriale", e la sindrome da alienazione genitoriale è uno dei pretesti per instaurare queste tipologie di giudizi.
È il giudice che ha il potere di valutare i fatti, ma quei fatti non possono essere sensazioni, nè sensazioni che si ricavano sulla base di relazioni commissionate al servizio sociale. Non si sottrae un bambino alla famiglia sulla base di un generico giudizio sulla capacità genitoriale, ci vogliono fatti pericolosi o dannosi, e prove dei fatti.
Il problema è questo, e sono purtroppo ancora pochissimi gli avvocati che hanno la preparazione e la fermezza di farlo rilevare.
Questo è di importanza estrema: diversamente, si apre la scena inquietante dove vale l'arbitrio dell'opinione, e tutti siamo a rischio.