"Capisciammè" è un modo di dire dialettale del sud italiano, del quale ignoriamo se esista una definizione, perciò ne proponiamo una.
Capisciammè: (rivolto al proprio interlocutore) "Relativamente all'argomento che stiamo trattando, richiamo la tua attenzione su degli elementi, che io conosco e che anche tu dovresti conoscere, che sono fondamentali ma non sono visibili, ed anzi solitamente tenuti nascosti, elementi che spiegano come stanno veramente le cose in proposito, ossia quali sono le vere intenzioni e gli interessi inconfessabili dietro a tutta la questione."
In altre parole: "Mi auguro anche tu sia consapevole che ciò che ci stanno dando in pasto sul palcoscenico è la fregatura per gli allocchi, e la verità è dietro le quinte."
In altre parole: "Mi auguro, nell'interesse di tutti, di stare parlando con uno sveglio, non con un allocco."
Dove c'è una fregatura, c'è un'intenzione di fregare. Dove c'è un'intenzione di fregare, c'è qualcuno che ha quell'intenzione.
È stato detto che la pace sarà resa possibile dal poterci fidare pienamente l'uno dell'altro.
Arrivarci richiederà lavoro, ma questo è un altro discorso.
Qui il punto è: come minimo fino a quel momento, capisciammè!
Fino a quel momento, come minimo, dobbiamo essere consapevoli che il Male esiste, che ci sono individui con intenzioni malvage, e di come agiscono ingannando, infettando e rivoltando altri individui e gruppi.
Quindi, dobbiamo restare svegli e tenere gli occhi aperti. Sempre.
E dobbiamo usare questa consapevolezza non per soffocare ogni scintilla di Bene, ma al contrario proprio per salvaguardarla, proteggerla e rafforzarla.