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Soppressione dei Metodi di Studio

L'estratto seguente descrive l'argomento e la sua importanza chiave e strategica:

"La relazione fra vita e metodo di studio

Le scuole guida insegnano sommariamente cos’è un veicolo, come lo si controlla, cosa significa la segnaletica, e come ci si muove sulle strade, fra gli altri veicoli, i pedoni, ecc. In altre parole, anche se potrebbero insegnare molto di più e molto meglio, comunque le scuole guida insegnano a guidare.
Che cosa diresti se entrassi in una scuola guida dicendo “Buongiorno, sono qui per imparare a guidare”, e ti rispondessero “Bene, queste sono le chiavi della macchina, e questa è la lista degli indirizzi dove recarsi; buona fortuna”?

Se tu fossi a conoscenza di cosa significa insegnare a guidare, potresti anche dire “Ma che …, prima di mandarmi in giro non mi insegnate a guidare?” E dopo essere uscito sbattendo la porta, guarderesti con occhio critico le condizioni da girone infernale in cui si troverebbe la circolazione stradale, perché ti renderesti contro che questa condizione non è normale ma è provocata da questa lacuna.
Ma se tu non fossi a conoscenza di questo, prenderesti le chiavi, saliresti in auto, e contribuiresti a questo girone infernale; e nel frattempo penseresti che sia tutto normale: sia il modo in cui si insegna a guidare che il girone infernale per le strade.

Questo ti dice almeno due cose:

La prima: l’importanza della conoscenza.
Quando esaminiamo l’esistente, per valutarlo abbiamo bisogno di qualcosa a cui paragonarlo: l’ideale. L’ideale è la nostra idea di come dovrebbe essere. Se facciamo qualcosa riguardo all’esistente, è per migliorarlo, il che significa avvicinarlo all’ideale.
Il fatto è che siamo come palloncini in una stanza: il nostro limite è il soffitto. Il nostro limite sono i nostri ideali: non cercheremo mai nulla che sia al di là degli ideali che abbiamo.
Quindi dobbiamo prestare continuamente la massima attenzione ai nostri ideali per scoprire se possono essere migliorati, perché sono il nostro limite principale e più insidioso.
Ed i nostri ideali sono costruiti con quello che sappiamo. È decisamente difficile volere qualcosa se non sai che esiste.
Dato che il sapere è il risultato dell’imparare, questo ti dà un’idea dell’importanza dello studio, e di conseguenza anche dell’importanza del metodo di studio.

La seconda: quanto sia immensa ma incredibile la lacuna nell’istruzione.
Praticamente l’intero sistema di istruzione, che comprende oltre a qualsiasi scuola anche chiunque di noi quando cerca di trasmettere qualcosa a qualcuno, è nella condizione della scuola guida che per insegnarti a guidare ti consegna le chiavi dell’auto, la lista delle destinazioni, e ti augura buona fortuna.
E che poi considera le conseguenze – il mondo intero e non solo le strade ridotto ad un girone infernale – come normale, e ritiene che la causa sia il fatto che le persone hanno dei limiti.
Si torna all’importanza della conoscenza: se non conosci la vera causa di un problema, puoi attribuirlo a cause sbagliate che non possono risolverlo, di conseguenza convincerti che sia irrisolvibile, e quindi finire per considerarlo normale ed accettabile. E condannare come colpevoli le vittime.
Il fatto che il sistema di istruzione ignori addirittura l’esistenza di quello che è il suo primo passo è una lacuna così immensa da essere incredibile. E quindi difficile da vedere e da ammettere.

Vorrei che riflettessi alla luce di questo sull’obbligo scolastico: ognuno di noi viene al mondo che non sa nulla, e se oggi riesce a stare al mondo è perché ha imparato moltissimo. Se lo ha fatto è perché desidera stare al mondo, si è reso conto che deve imparare, e di conseguenza desidera imparare. Quindi, per quale motivo ci si ritrova a dover obbligare qualcuno a qualcosa che si rende conto essere necessaria e che desidera? Perché ci sono di mezzo degli errori. Errori abbastanza grossi da provocare quest’assurdità.

E le conseguenze dei problemi di abbandono, intelligenza e capacità non si limitano ai destini personali ed ai singoli atti di vandalismo: la somma dei destini personali è il destino della società; la somma degli atti vandalici è lo stato della civiltà.
Pensiamo ad esempio a quel fenomeno che chiamiamo “ribellione adolescenziale”, e che consideriamo “normale”: [...] se la missione di trasmettere alla generazione successiva il punto a cui si è arrivati fallisce, il risultato è nel migliore dei casi perdere tempo a riscoprire l’acqua calda e sperare di riuscire a reinventare la ruota, e nel peggiore dei casi scavarsi la fossa invece di riscoprire l’acqua calda e reinventare la ruota. In che misura la cosiddetta “ribellione adolescenziale” altro non è che questo fallimento?

Una volta che ti sei reso conto che i metodi di studio esistono e di che importanza hanno, puoi imbarcarti nell’impresa di usarli e scoprire in che misura non ci sia bisogno di obbligare le persone a fare quello che già vogliono, in che misura la “ribellione adolescenziale” non sia “normale” ma causata da errori nel metodo di studio e sia quindi rimediabile, ed altre cose del genere, e puoi provare a farti un’idea di in che misura rimediare a queste cose possa migliorare il destino dell’umanità.

Come ogni vera scuola guida insegna a guidare, qualsiasi sistema di istruzione per prima cosa deve insegnare a studiare. I metodi possono essere migliori o peggiori, e sono migliorabili, ma questo deve essere il primo punto. Dove non è così, fatti due domande.

Infine, quando sai che è possibile non fare errori nell’istruzione, il tuo unico standard accettabile diventa: nessun errore. Quando sai che è possibile avere un metodo di studio che funziona, allora l’unico standard accettabile diventa il 100%. Data l’importanza dell’istruzione nella vita e nella società, e dato che esiste la possibilità di istruire completamente, di trasmettere tutto quello che c’è da trasmettere, non si può più tollerare niente di meno: il 100% non è più il massimo sperabile, ma il minimo accettabile."
Luca Esculapio, Piano Socioeconomico, parte 0: Studio

Soppressione dei metodi di studio significa che la immensa ma incredibile lacuna nei sistemi scolastici della mancanza proprio del loro primissimo passo, e del non rendersene conto in buona fede od in malafede, non è spontanea e caduta dal cielo, ma è intenzionale, deliberata e perseguita attivamente. Da molto, molto tempo. Prova di quanto sia lungo ne è che ormai ce ne accorgiamo a malapena.
Errare humanum est. Perseverare diabolicum est. Errare è umano. Perseverare è diabolico.

Niente succede per caso, tutto quel che accade ha una causa, il fattore causativo ultimo nella società sono gli individui, e la soppressione dei metodi di studio non fa sicuramente eccezione.
Il nostro primo passo nel fare qualcosa di risolutivo in merito è quindi avere il coraggio di riconoscere questa intenzione, e guardarla dritta negli occhi.


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