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Confondi e regnerai?

Confunde y reinaras? Andrés Felipe Tobón Villada lasillavacia.com/author/cap-andres-felipe-tobon-villada

Con grande disappunto dei bugiardi, viviamo in tempi diversi. L'informazione è diventata più democratica e le bugie tendono a essere contestate più facilmente che in passato.

Chi usa la confusione come strumento politico non ha nulla da mostrare, ma tutto da nascondere. Ripetere sfacciatamente menzogne, presentare informazioni con false presunzioni, promettere il paradiso solo per abbandonare i credenti alle fiamme dell'inferno: queste sono tutte azioni comuni di coloro che, come abbiamo già sottolineato, sono privi di principi.

Le bugie sono l'arma della confusione. Non richiedono fondamento, né testimoni, né prove conclusive. Richiedono solo parole intrecciate abbastanza bene da tessere una storia che, una volta costruita, deve essere pubblicata e comunicata solo il numero di volte necessario per presentarla come la "verità". Göbbels, il leader della propaganda nazista a cui si attribuisce l'utilizzo di questo modello di confusione come strumento di comunicazione, ne incarnava gli esempi più terribili. Senza prove né indizi, equiparavano la distruzione alla costruzione, la bruttezza alla bellezza e la menzogna alla verità.

I politici senza scrupoli hanno, nel corso della storia, osservato l'antica massima latina "divide et impera", ovvero dividi e impera, come un efficiente meccanismo di propaganda. Non si tratta esclusivamente della nota strategia di divisione o polarizzazione a cui ci siamo abituati (sinistra-destra, ricchi-poveri, imprenditori-dipendenti, o persino Bogotà-Medellín), ma piuttosto della costituzione degli immaginari su cui si costruiscono tutte queste categorie artificiali. Dietro di esse, generalmente, si cela un discorso avvolto nella menzogna, a volte mimetizzato nel groviglio degli anni, a volte soffocato dal suono assordante degli applausi.

... il politico senza scrupoli cerca di continuare la sua diatriba. Una volta iniziato il compito di trasformare una menzogna in verità, non può dimettersi. Pur essendo stato scoperto, la sua natura gli impedisce di cambiare rotta e, come gli dicono le sue massime vitali, può solo aspettare il momento opportuno per afferrare un'altra menzogna che gli permetta di continuare a respirare.

Con grande disappunto dei bugiardi, viviamo in tempi diversi. L'informazione è diventata democratica e le bugie tendono a essere contestate più facilmente che in passato. Sta a noi comprendere il mondo in cui viviamo, soppesare le parole che ascoltiamo e smascherare le bugie di chi ha solo difetti.

Fonte: Confunde y reinaras?

di Andrés Felipe Tobón Villada