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Sputo fatti sul canto corale

Marta Guassardo, Sputo fatti sul canto corale; principi etici ed educativi che in realtà sono di applicazione ed utilità universale

"Sputo fatti sul canto corale" Marta Guassardo

Quest'intervento esprime nel contesto del canto corale dei principi etici ed educativi che in realtà sono di applicazione ed utilità universale:

L'esempio del motivo per cui soprano e contralto sono di genere maschile mostra come l'ignoranza renda possibile il politicamente corretto della neolingua orwelliana.

Per far funzionare un gruppo, prestare attenzione al direttore non è facoltativo: questi dà indicazioni utili ed importanti.

Per far funzionare un gruppo, si presta attenzione a tutte le comunicazioni, anche a quelle rivolte dal direttore agli altri; come minimo si evita lo spreco del dover ripetere tali comunicazioni.

In un gruppo il vero risultato è quello come gruppo, non il primeggiare; primeggiare rovina quel risultato, e tutto il duro lavoro del gruppo in direzione di quel risultato.

In un gruppo non ci sono voci inutili, importanti o meno importanti: sono tutte importanti per il risultato come gruppo.

I pregiudizi sono basati su una conoscenza superficiale, e quindi insufficiente, e precludono la scoperta del vero valore delle cose, che è sempre immensamente superiore a quello che si crede in base ad una conoscenza superficiale.

Ottenere risultati, anche nelle cose belle, significa impegno, e non ci sono scorciatoie.

La gente viene attirata in un gruppo dalla novità e dal divertimento, ma poi resta per l'utilità e la qualità; quindi va benissimo attirare con la "grande novità" che in realtà non è, ma non puoi fare grandi promesse che poi non manterrai; attirerai un sacco di gente ma finirai per farti terra bruciata intorno.

Il coro è lo specchio del suo direttore, quindi, se il coro fa pena, fatti due domande.

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