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Non c'è limite al non stare di fronte

Dice il detto: "Non c'è limite al peggio."

Molto tempo fa mi capitò di ascoltare un racconto alla radio, ed anche se non sono in grado di ritrovarlo, quel che conta è la sua trama perché ora torna utile come esempio per descrivere il punto:

Non c'è limite al NON stare di fronte; l'individuo ha una capacità INFINITA di non stare di fronte.

E l'ovvia conseguenza è che non c'è limite anche al Male, ai disastri, sofferenze e tragedie che ne derivano.

In quel racconto, narrato in soggettiva, il protagonista è di fronte ad un plotone di esecuzione, e vive i suoi ultimi istanti prima che il plotone faccia fuoco.
Per l'esattezza, il protagonista vive, e narra, il suo ultimo istante dopo lo sparo, prima che i proiettili lo raggiungano, ed il punto è che dilata quell'istante all'infinito - infatti, pressoché per l'intero racconto: il racconto delle sue infinite elucubrazioni, che all'infinito dilatano quell'istante.
Questa dilatazione è possibile perché avviene nella sua mente, e questo dimostra il grado di scollamento dalla realtà che si può raggiungere.
Questo scollamento mentale è inversamente proporzionale alla propria padronanza sull'ambiente reale: nella misura in cui si fugge sconfitti dalla realtà, ci si rifugia in una zona di conforto artificiale.
Invece di combattere, si fugge.
Il meccanismo è ovvio e noto; il punto è che non ha limite.

Prendiamo ad esempio il democidio in corso: ogni essere umano ancora vivo è vittima di tentato omicidio, premeditato e continuato. Ebbene, quando provi a farli stare di fronte a QUESTO, potresti toccare con mano una capacità INFINITA di non stare di fronte.

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